Il Torino ritrova i tifosi al Fila e allo stadio: “Battiamo la Juve e facciamo la storia”
Bella cornice al Filadelfia, uno scenario da grandi occasioni al Grande Torino: il tifo granata è tornato a far sentire la propria voce dopo mesi di assenza. Nel quartier generale del Toro si sono presentate oltre mille persone all’allenamento della vigilia del derby contro la Juve, con il tecnico D'Aversa e capitan Zapata tra i più applauditi. Sulle tribune del centro sportivo è stato affisso uno striscione: “Per quelle mer.. nessuna pietà” la scritta in granata firmata Curva Maratona. Stasera allo stadio, invece, è previsto il sold-out dopo tre mesi di deserto: ci sono state polemiche tra il divieto del club di Cairo a indossare vessilli bianconeri nei Distinti, il comunicato con cui la Juve esprimeva “forte perplessità”, la precisazione della Questura sulla “mancanza di divieti” e la nuova presa di posizione del Toro spiegando che “è un settore riservato ai tifosi granata”.
In tutto questo, il Toro non avrà addosso il peso della classifica, quello della storia però sì. I granata sono salvi ormai da tempo, ma il derby contro la Juve si porta dietro decenni di delusioni: il presidente Cairo ne ha vinto soltanto uno su 33 tentativi, ma è anche l’unico successo dal 1995 ad oggi. “Abbiamo la possibilità di scrivere una pagina di storia e di mettere la ciliegina su un’annata nata male, battere la Juve permetterebbe di cancellare tutto ciò che è successo prima” l’augurio di Roberto D’Aversa in vista della sua prima stracittadina della Mole. E potrebbe essere anche la sua ultima, perché per il momento non si registrano grandi contatti tra le parti per discutere di un nuovo contratto. “Ma non fatemi domande sul futuro, ne parleremo a lungo dopo il derby: penso solo a vincerlo” ha voluto precisare l’allenatore. Con ogni probabilità punterà sul tandem Simeone-Zapata, in difesa ritroverà Ismajli dopo un mese ai box e a centrocampo non ha ancora sciolto i dubbi sulla coppia da lanciare tra Gineitis, Ilkhan, Casadei e Prati. Di certo, però, ha le idee chiare su che cosa sia il derby della Mole: “Si affrontano una squadra che ha costruito la storia con i trofei (la Juve, ndr) e l'altra che ha costruito la gloria con la storia (il Toro, ndr)” il paragone di D’Aversa che arriva dopo i celebri “indiani contro cowboy” di Mondonico e “padroni contro popolo” di Mihajlovic.











