LIVE TMW - Roma, Mourinho su deferimento Serra: "E ora chi mi ridà le due giornate saltate?"
20.45 - All'Olimpico finisce 1-1 tra la Roma e il Milan, queste le parole di Josè Mourinho in conferenza stampa:
Prova di grande solidità nonostante tutto. Quanto brucia il risultato?
“Sono triste, ma sono più orgoglioso che triste. Solo noi possiamo fare quello che abbiamo fatto, solo noi con tutti i nostri limiti, solo noi con tutti i giocatori che abbiamo perso, potevamo questa gara contro il Milan. Il Milan ha due squadre, una in campo e una in panchina. Non sono invidioso di Pioli, è sempre corretto e simpatico con me, lui aveva due squadre noi metà squadra. Sono triste per il risultato, ma sono più orgoglioso, quello che si poteva fare non si è potuto fare se hai un difensore centrale in panchina ne metti uno in più. Quando sono entrati De Ketelaere e Origi metti un difensore centrale in più se lo hai, se tu hai i giocatori di centrocampo con questo tipo di gioco diretto, tutto si può fare. Quando la materia te lo permette puoi farlo, con quello che abbiamo abbiamo fatto una partita straordinaria per organizzazione e sacrificio. Perdiamo un giocatore fondamentale a centrocampo, entra un bambino come Bove poi gli esce la spalla e non può continuare. Sono super orgoglioso e sono sicuro che i romanisti vadano a casa come vado io, tristi ma orgogliosi. L’altro giorno dicevo scherzando che se serve gioca Svilar, ma scherzi a parte la cosa sta diventando difficile per noi. A me non piace fare il dottore, ma mi sembra che la situazione di Kumbulla sia la peggiore di tutte”.
La lotta Champions?
“La lotta Champions è per quelli che hanno investito per la lotta Champions, a noi non appartiene quella lotta. Siamo lì perché i ragazzi fanno un lavoro incredibile, è il loro obiettivo. Noi siamo là perché siamo bravo e lo sono anche io anche se qualcuno dice di no, mi dicono che sia arrogante. Siamo là e facciamo il possibile, siamo là dove devo stare gli altri. La nostra stagione è fantastica, ma arriviamo dove tutto si decide con queste difficoltà. La prossima è Monza, hanno 24 ore in più di noi per preparare che è una cosa abbastanza normale con noi, però andiamo là. Abbraccio Galliani al mio arrivo”.
I punti tolti e rimessi alla Juventus sono una difficoltà per chi allena?
“Magari sì, magari noi. Sono in Italia da quattro anni, due più due, ed è un po’ normale. Quando parliamo di Giustizia Sportiva, dico che mi devono due panchine. Non ci sono stato con il Sassuolo e con la Lazio, ora è colpevole Serra ma le due partite non posso giocarle di nuovo. Paratici ha perso il suo lavoro, poi ora lo hanno assolto e può lavorare. La Juventus prima -15 poi +15, non posso dirti se abbia influito o meno, ho sempre guardato la Juventus con 15 punti in più lo ha detto anche Allegri. Ci divertiamo”.
Il punto su Dybala e Wijnaldum? Gli altri infortunati?
“Se andiamo a parlare di infortunati, devo fare un po’ il dottore e non mi piace. Karsdorp penso di non rivederlo più in campo, Llorente penso di non vederlo più in campo, Kumbulla non lo rivedrò più in campo al 100%. Smalling abbiamo la speranza di averlo, vediamo tra una-due partite se possibile. Wijnaldum è vicino al rientro, su Dybala non lo so. Abbiamo protetto l’adduttore per tornare con l’Atalanta, ma era in panchina per non giocare. Anche se il Milan avesse segnato, non lo avremmo messo in campo. Matic è squalificato contro il Monza, però andiamo avanti. Ho fatto allenatore tanti anni con rose con 1.000 opzioni, ora devo stare con un gruppo di ragazzi straordinario, sono super orgoglioso di lavorare con loro. Ah Belotti è uscito ma non riusciva a respirare, nelle scale prima di rientrare ha alzato bandiera bianca, era impossibile continuare”.
Abraham aveva chiesto il cambio prima del gol? Il piano gara aveva funzionato tenendo basso Celik.
“Leao è devastante se ha spazio, Celik ci ha giocato con il Lille e lo conosce bene. Ibanez è abituato a scivolare quando si pressa alto, abbiamo controllato abbastanza bene. C’è stato un grande sforzo di tutti. Ah Belotti è uscito ma non riusciva a respirare, nelle scale prima di rientrare ha alzato bandiera bianca, era impossibile continuare. Abraham non ha chiesto il cambio, l’ho tenuto perché poteva aiutare in fase difensiva, poi il Milan continuava a mettere in campo De Ketelaere, Origi. Serve sacrificio da parte di tutti, ora andiamo a casa”.






