Massini (AIA): "Rocchi e Gervasoni? Fiducia nella loro estraneità"
Francesco Massini vicepresidente vicario AIA, è intervenuto a margine del Gran Galà del Calcio ADICOSP. Queste le sue parole raccolte da TMW:
Presidente, il momento che sta vivendo l'AIA è complicato. Ha sentito il presidente Zappi?
"Ho sentito il Presidente dell'Associazione e al momento mi trovo in una fase di funzioni vicarie della presidenza. Abbiamo preso atto della decisione del Collegio di Garanzia del CONI e per domani è in programma il Comitato Nazionale dell'AIA per le determinazioni del caso. È innegabile che questo sia uno dei momenti più difficili nella storia dell'Associazione Italiana Arbitri. In questo momento, però, la cosa fondamentale è ricordare che ci sono i campionati in corso. I ragazzi devono restare sereni e convinti di rendere il miglior servizio possibile al mondo del calcio. L'AIA non gestisce solo le partite della massima serie, ma coordina 550.000 gare ogni anno; dobbiamo rimanere vicini ai tanti giovani che scendono in campo ogni settimana."
Sull'autosospensione di Rocchi e Gervasoni
"Ho sentito Gianluca Rocchi non più di un’ora fa, così come ho sentito Andrea Gervasoni. Sono due figure dirigenziali di primissimo livello. Essendoci un'indagine della magistratura in corso, in maniera assolutamente responsabile hanno deciso di autosospendersi dal loro incarico, con la fiducia di potersi dimostrare del tutto estranei ai fatti. Nella vita faccio l'avvocato, quindi capisco perfettamente il trambusto che situazioni simili portano nella vita di una persona. Mi dispiace profondamente per la 'mattanza mediatica' a cui sono stati sottoposti prima ancora di un giudizio. Dietro un pezzo di carta c'è sempre un uomo, una famiglia e una dignità che vanno rispettate. Prima di giudicare bisogna attendere che il percorso giudiziario sia compiuto."
Le intercettazioni e i rapporti con le società
"Sinceramente non conosco le carte processuali né il livello delle intercettazioni riportate dai giornali. Ho grande rispetto per il lavoro dei magistrati e preferisco non commentare singole situazioni basandomi solo su quanto leggo. Resto dell’avviso che l’arbitro migliore sia quello che parla meno, che fischia meno e che si vede meno. Le strumentalizzazioni le lascio fuori; ho la profonda convinzione della correttezza dei nostri ragazzi perché li conosco troppo bene."
Il futuro dell'AIA e la prossima stagione
"Il nostro obiettivo primario è continuare a garantire il regolare svolgimento delle partite. Dopo il Comitato Nazionale ci sarà un passaggio federale inevitabile, come previsto dalle regole. Noi siamo uomini di regole e le rispettiamo. Siamo pronti a ripartire, come facciamo dopo ogni singola gara. L'AIA ha 115 anni di storia e va rispettata per tutto quello che ha dato quotidianamente al calcio. Possiamo avere due squadre e un pallone, ma senza un arbitro non ci sarà mai una partita."
Su Orsato e il ruolo di designatore
"All'interno dell'associazione sono tutti pronti per ricoprire ruoli di responsabilità. In questo momento i designatori sono definiti: Orsato sta facendo il suo lavoro in Serie C e lo sta facendo molto bene, mentre in Serie A ci sono Dino Tommasi e la sua commissione che devono portare a compimento il campionato. Chi intraprende un percorso nella nostra associazione avrà le opportunità che merita. Quello che succederà domani lo decideremo domani; oggi contiamo su ottimi dirigenti che stanno lavorando al massimo."











