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È morta Anna Cece: insultò Bearzot per Beccalossi e il ct la schiaffeggiò. Poi fecero pace

È morta Anna Cece: insultò Bearzot per Beccalossi e il ct la schiaffeggiò. Poi fecero pace TUTTOmercatoWEB
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 16:43Serie A

È scomparsa all’età di 64 anni Anna Cece. Oltre a essere un volto noto della Garbatella, popolare quartiere romano, era una storica militante di Fratelli d’Italia, tanto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni le ha dedicato un post di cordoglio: “Anna è stata una presenza vera della nostra comunità politica, fin dall’inizio dell’esperienza di Fratelli d’Italia. Verace, sempre presente, con quel suo modo inconfondibile di esserci e di strappare un sorriso. Mancherà a tutti noi”. Ma aveva anche un legame molto profondo con il calcio e con uno storico aneddoto legato ai Mondiali del 1982.

All’epoca ventenne, grande tifosa dell’Inter, Anna Cece era tra i tanti che non avevano gradito la mancata convocazione di Evaristo Beccalossi da parte di Enzo Bearzot, che portò Beppe Viola a coniare lo slogan “Sono Evaristo, scusa se insisto”. In quel clima di grandissima contestazione, dovuta anche ad altre esclusioni eccellenti (su tutte quella di Roberto Pruzzo), la Cece si rese protagonista di un duro attacco nei confronti del ct, apostrofato con male parole: “Scemo, scimmione, bastardo”.

Bearzot, solitamente molto composto, non reagì bene: le replicò istintivamente con uno schiaffo. Il Vecio capì subito d’aver sbagliato: si scusò e invitò Cece nella hall dell’hotel Villa Pamphili, che ospitava la Nazionale. I due si chiarirono quasi subito: Bearzot, oltre alle scuse, spiegò le sue ragioni nel non convocare Beccalossi, e la stessa Cece si pentì delle brutte parole. Ne nacque un rapporto, tant’è che, dopo i Mondiali vinti, la ragazza invitò il commissario tecnico al suo matrimonio. Adesso si saluteranno in cielo.

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