Non chiamatelo 'culone'. Il Frosinone e i cinque secondi: quando la A è una metafora di vita
Un lungo e combattuto campionato di Serie B, che prima di questo ultimo turno di regular season aveva regalato solo un verdetto, quello della promozione in Serie A del Venezia. Poi, tutto rimandato alla giornata da poco archiviata, che ha regalato ai posteri... l'altra sentenza. Non certo ardua per il Frosinone, che ha centrato il ritorno in Serie A, tre anni dopo l'ultima apparizione in massima serie.
Una promozione voluta, ma molto sudata, in questa stagione che ha visto i ciociari da subito protagonisti con il prima citato Venezia e il Monza, e, forse però più defilato, il Palermo; i primi tre posti, però, sono sempre stati appannaggio delle tre squadre menzionate, che si sono alternate anche il primo posto, con i lagunari che hanno però avuto dalla loro il vantaggio degli scontri diretti con le avversarie. La vera svolta dell'anno, però, è stata proprio nella penultima giornata, giocata venerdì 1° maggio: al Venezia bastava un pareggio per salire di categoria, il Monza aveva l'occasione per chiudere la pratica. Ecco però l'imponderabile: il Mantova al 92' gioca lo scherzetto ai brianzoli, che cadono al 'Martelli', e il Frosinone espugna il campo della Juve Stabia. Sorpasso effettuato. E tutto passa nelle mani dei ciociari, che arrivano all'ultimo turno con anche un pari come risultato necessario per il positivo esito finale.
Che c'è stato, la Serie A è arrivata. Perché si può anche essere indietro, in un certo momento, ma è quando poi conta che si deve dare il tutto per tutto. I cinque secondi, la regola di Zanardi. Il Frosinone non più 'culone'. Una bella storia raccontata, il Frosinone come metafora di vita.











