Perrotti e il ritiro con la Fiorentina prima squadra: "Non ci credevo. Sogno il Franchi"
Alessandro Perrotti, terzino sinistro della Fiorentina Primavera che in estate si è allenato con il gruppo della prima squadra (al tempo allenato ancora da Grosso), è stato intervistato da Radio FirenzeViola: "Appena ho saputo la notizia non ci credevo nemmeno io. Sono qui da quando ho dieci anni e andare in ritiro con i più grandi è stata un’emozione bellissima. Poi, giocare su quei campi in Inghilterra sembrava un paradiso. Cercavo di non strafare, di giocare come so e di dare il massimo nell’atteggiamento: se fai bene sotto quell’aspetto, fai bene anche in campo".
Che ambiente ha trovato? C'è qualcosa che si porta dentro?
"Lì impari ogni giorno dai compagni, dai più anziani: in generale, impari da tutti. Il momento che ricordo meglio è l’esordio contro il Watford. Quando sono uscito ero soddisfatto, avevo fatto una bella partita. A casa c’erano tutta la mia famiglia e quella della mia ragazza, riunite per guardarla insieme. Ricevere i loro messaggi e le loro chiamate è stato bellissimo".
C'è qualcosa in cui sente di dover migliorare?
"Nella fase difensiva. Non essendo un terzino naturale, ho bisogno di lavorarci. Lo sto già facendo e cerco di migliorare ogni giorno. Quello che mi riesce meglio è l’accelerazione, la corsa, lo strappo palla al piede. Secondo me è la mia caratteristica migliore e devo sfruttarla al massimo".
Con un allenatore d'esperienza come Andreazzoli come vi state trovando?
"Si vede che il mister ha tanta esperienza e tante panchine in Serie A. All’inizio magari facevamo un po’ fatica a seguirlo: ha idee più da adulti e ci stiamo abituando tutti insieme. Ora stiamo seguendo al massimo lui e tutto lo staff".
Di recente ha rinnovato il suo contratto con la Fiorentina fino al 2029. A chi dedica questa tappa?
"Ai miei genitori, mamma e babbo, assolutamente. Mi sono sempre stati vicini. Ogni giorno venivano a prendermi a scuola, uscendo dal lavoro. Mio padre ha lasciato il lavoro che faceva e si è dedicato a un’attività online per potermi seguire ed essere presente a tutte le partite. È venuto in Sicilia, in Sardegna, viene a Verona, a Milano: mi segue dappertutto. Anche mia mamma mi segue ogni giorno, mi chiede tutto e mi ha sempre accompagnato. Entrambi sono sempre stati presenti in tutto".
Da tifoso, quale Fiorentina l'ha fatta affezionare di più?
"Quella di Palladino di due anni fa. È stata un’annata molto bella da vivere da tifoso. Andavo anche un po’ di più allo stadio ed è stata una stagione emozionante".
In quella squadra c'era Gosens: lo osservava con attenzione?
"Sì, assolutamente. L’anno scorso mi sono anche allenato con lui. Quando vai in prima squadra guardi sempre i giocatori del tuo ruolo e cerchi di rubare qualsiasi cosa: un movimento, una corsa. Poi lui era molto umile, bravissimo con i ragazzi".
Sogna il suo esordio al Franchi?
"A me basta anche solo entrare davanti a quei tifosi: sarebbe un’emozione unica. Ovviamente cercherei di fare del mio meglio. Se riuscissi anche a mostrare la mia caratteristica, partire palla al piede, sarebbe ancora più bello".
Altre notizie Serie A






