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Bergomi: "Conte aveva deciso da tempo di andarsene. Milinkovic con Inzaghi all'Inter"

TMW - Bergomi: "Conte aveva deciso da tempo di andarsene. Milinkovic con Inzaghi all'Inter"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 04 giugno 2021 22:00Serie A
di Giacomo Iacobellis
fonte Alessandro Rimi

A margine del "Memorial Bellugi" è intervenuto ai microfoni dei media presenti, tra i quali l’inviato di TMW, l’ex nerazzurro Giuseppe Bergomi. Queste le sue dichiarazioni tra passato, presente e futuro dell'Inter: "Proprio questa mattina ho sentito Luisito Suarez che mi ha detto che nell’ultimo anno Bellugi si era presentato alla Pinetina con una spider e una pelliccia lunga fino ai piedi ed Herrera gli era corso dietro. Era questo il suo spirito anche da calciatore. Era una persona meravigliosa e solare, che aveva sempre la battuta pronta. Una bella persona".

L’anello di congiunzione tra lo Scudetto del ’70 e questo?
"Sono passati 50 anni, è difficile trovare delle analogie tra questa squadra e quella. Mi piace pensare più a Mauro nel calcio di oggi, in cui ai difensori si richiede qualcosa di diverso. Lui non buttava mai via il pallone, sarebbe stato il difensore ideale".

Inzaghi-Inter?
"Conosco bene Simone perché, quando io allenavo l’Atalanta, lui era nella giovanili della Lazio. In Inzaghi vedevo la passione e la voglia di arrivare a fare l’allenatore. È un segno di continuità, è giusto andare a prendere un allenatore come lui dopo Conte. Bisogna vedere come andrà il mercato, ma per me è stata una decisione corretta da parte dell'Inter".

Sorpreso dell’addio di Conte?
"No, non sono sorpreso perché, se conosco Antonio e la sua ambizione, non ha certo deciso all’ultimo momento di andarsene. Conte si portava dietro questa convinzione da tanto tempo. Penso l’avesse maturata da tempo".

Hakimi?
"Ci sono giocatori forti e ce ne sono altri decisivi, se giochi con il 3-5-2 un giocatore così ti ribalta tutto ed è difficile trovarne uno simile. Se devi giocare con la difesa a tre, Achraf è determinante. Penso che anche Inzaghi abbia chiesto dei giocatori di questo tipo".

Un giocatore nella Lazio che vorrebbe all'Inter?
"Milinkovic-Savic, è molto fisico e cambiando ambiente secondo me troverebbe nuovi stimoli".

L’Italia?
"Mancini ha fatto un lavoro straordinario, ha trovato un’identità di squadra e una mentalità a prescindere dall’avversario. Roberto ha detto di voler vincere e questa è la comunicazione giusta. Tra i nerazzurri Barella è un giocatore di livello mondiale, mentre Bastoni forse all’inizio non troverà tanto spazio anche se ci sta benissimo in questo gruppo. I centrali poi sono sempre a rischio ammonizione, è successo anche a me nell’82 di entrare dopo".

Sensi ko?
"È difficile, è un ragazzo che non riesce mai a guarire e a dare continuità di prestazioni. Se si fanno male in 10-12 è un problema di preparazione, se sta male solo lui il problema è suo e bisogna risolverlo. A me piace molto, può giocare in tutti i ruoli del centrocampo. Quando un giocatore perde una competizione così importante come l'Europeo ndispiace".

Donnarumma?
"Io lo vedo solido dal punto di vista psicologico, è da tanti anni che gioca bene e non si farà condizionare. Lo vedo forte mentalmente, andrà in porta e farà le sue gare".

Inter favorita per lo Scudetto anche con Inzaghi?
"Sicuramente, se una squadra vince lo Scudetto, l'anno dopo parte con i favori. Quando togli l’allenatore e dei giocatori però qualcosa perdi, anche se tutti i calciatori danno massima disponibilità. Bisognerà aspettare ancora un po’, ma le qualità ci sono".

La Roma di Mourinho?
"Sono felice che torni, fa bene al nostro calcio. Sento tante cose su Mourinho ma i calciatori non invecchiano, è il calcio che cambia. Oggi gli allenatori possono farsi uno staff enorme, se José sceglie quelli giusti e comunica bene come sa fare secondo me può fare bene. Conosce anche il nostro calcio e poi se arriva nei primi quattro secondo me ha già fatto tanto".

La metamorfosi di Eriksen?
"È cominciato tutto dopo il Sassuolo, la svolta è stata togliere il trequartista. Io arrivo a dire che Eriksen ha giocato meglio nella fase di non possesso, lì è stato determinante ed è entrato nei meccanismi di Conte".

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