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Torino, Petrachi sul futuro: "Stiamo valutando D'Aversa. Capiamo che stagione vogliamo fare"

Torino, Petrachi sul futuro: "Stiamo valutando D'Aversa. Capiamo che stagione vogliamo fare"TUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Alessio Del Lungo
Oggi alle 18:32Serie A
Alessio Del Lungo
fonte Niccolò Ceccarini

Gianluca Petrachi, responsabile dell'area tecnica del Torino, è intervenuto ai microfoni dei media presenti, tra cui TMW, a margine dell'evento Inside The Sport, parlando così delle difficoltà che ha trovato nel ricoprire il suo incarico: "Sicuramente non è stato semplicissimo, al mio arrivo c'era abbastanza confusione e non è che sia finita totalmente, c'è ancora. Comunque siamo riusciti a raddrizzare la stagione, stava diventando complicata ed essersi salvati a 5 giornate dal termine del campionato è un successo per quello che si era trovato quando si è arrivati. Adesso dovremo essere bravi a ricompattare un po' tutto l'ambiente, cercare di ripartire il prossimo anno nella maniera migliore, cercare di fare cose un po' diverse e riportare quell'entusiasmo che è la linfa per chi viene a giocare nel Toro. Bisogna riunire tutti quanti le risorse per far tornare a brillare il tifo come una volta".

È sorpreso per quello che sta accadendo a Roma?
"È un ambiente un po' particolare, credo che bisogna star dentro per capire un po' di situazioni. Certamente non è una pagina migliore per quello che sta avvenendo fuori, ma sono convinto che ci siano degli ottimi professionisti e ne devono uscire fuori nella maniera migliore. Roma è una piazza importante, merita chiarezza".

Si aspettava un'uscita del genere da Ranieri? Ci sono i margini per ricucire il rapporto con Gasperini?
"È difficile commentare da fuori, non sta a me dire se Ranieri ha fatto bene o ha fatto male. Certamente io credo che i panni sporchi vadano lavati dentro casa, è la cosa più giusta. Quando ci sono delle cose che non funzionano bisogna dirsele a quattr'occhi, ma, ripeto, è difficile dare una valutazione".

Il Torino costruirà ancora con D'Aversa?
"Va ringraziato per quello che sta facendo e per quello che ha fatto. È stata una scelta azzeccatissima in un momento particolare, se si è arrivati alla salvezza in questo momento lo si deve all'allenatore, che è riuscito a entrare dentro la testa dei giocatori. Per il futuro lo stiamo valutando, stiamo vedendo come andare avanti e che tipo di stagione vogliamo fare, dipende anche dal sistema che c'è dietro. A prescindere però quello che è stato fatto è tanta roba".

Lei e Zapata siete stati premiati oggi.
"Sì, è una soddisfazione. È bello ricevere dei premi, significa che qualcuno si accorge di quello che stiamo facendo. Zapata è il nostro capitano e non devo dire io che giocatore è. Rappresenta la fascia del Torino, non molla mai, sta cercando di uscire fuori anche dalla situazione legata all'infortunio, è un ragazzo speciale".

Qual è la sua ricetta per il rilancio del calcio italiano?
"Meno politica e più calcio, far parlare nelle sedi opportune più persone che parlano di calcio e che possono dare sicuramente regole più profonde e più giuste, partendo dal settore giovanile. Quest'ultimi devono essere fatti per insegnare calcio e devi pagarli bene, non puoi dare 500-600 euro a uno che fa il dopolavoro, devi insegnare i fondamentali... Lo devi coltivare il talento con persone competenti e capaci. Poi trovo un'assurdità la regola della retrocessione in Primavera, un ragazzo deve avere la possibilità di sbagliare, se invece metti questa cosa qua uno ha paura perché c'è già il peso della responsabilità. Quello arriverà dopo".

È giusto avere 7 stranieri su 11 in una Primavera?
"Sono vecchio stampo, sono invecchiato forse, per me il giusto numero sarebbe di 5 stranieri. In quel modo il sistema degli italiani viene valorizzato molto di più".

Chi le piacerebbe vedere come ct della Nazionale?
"Credo che Conte possa stravolgere gli equilibri di un sistema, partendo dalle radici dello stesso. Magari riparte dai giovani, cambia delle regole... È molto esigente con se stesso e con gli altri, è quello che può unire tutti noi italiani".

Napoli e Milan devono rammaricarsi di qualcosa?
"Il Napoli degli infortuni. Senza tutti quegli infortuni se la sarebbe giocata, il Milan ha dato una grandissima raddrizzata. Non è che in un anno puoi raggiungere tutti gli obiettivi, al di là dei soldi che metti in un mercato".

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