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Un grandissimo giocatore normale: è la miglior stagione di Berardi? Cosa manca per gli Europei

Un grandissimo giocatore normale: è la miglior stagione di Berardi? Cosa manca per gli Europei
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 04 marzo 2021 13:45Serie A
di Ivan Cardia

Un gol, una traversa, tanti ripiegamenti e tantissima fantasia al servizio della squadra. Domenico Berardi, come spesso gli capita, è stato il miglior giocatore del Sassuolo nel 3-3 contro il Napoli. Un risultato che, in linea generale, conferma i problemi degli azzurri e anche quelli dei neroverdi: per l’ennesima volta, la squadra di De Zerbi è la meravigliosa eterna incompiuta del campionato di Serie A. Potrei ma non voglio o vorrei ma non posso, a seconda dei punti di vista. Della quale il suo capitano, arrivato alla soglia dei ventisette anni, che compirà ad agosto, è la perfetta immagine.

È la migliore stagione di Berardi? Per ora no. Può diventarlo, ma non fino in fondo. I numeri: nove gol in 19 partite, più quattro assist. L’anno scorso, di questi tempi, viaggiava sostanzialmente sulle stesse cifre. Il guaio, di fondo, è nel termine di paragone. Il problema è che ci sono sempre i primi due campionati, quando Domenico da Cariati segnava come e più di Messi ai suoi esordi. Per capirsi, alla venticinquesima giornata ella sua prima stagione in A, Berardi aveva già segnato 12 gol, di cui quattro nella stessa partita al Milan. Avrebbe chiuso a 16, per confermarsi anche nella Serie A 2014/2015 con un eccellente bottino di quindici reti (e undici assist). Numeri che, a vent’anni, avevano inevitabilmente fatto gridare al miracolo e al predestinato. Non è andata così: Berardi è rimasto a Sassuolo, in una sorta di comfort zone, si è seduto (numeri alla mano) per qualche stagione di troppo. Infine ha trovato la maturità e la propria dimensione. Quella di un grandissimo giocatore normale: uno che fa la differenza, e troverebbe spazio senza problemi in squadre più blasonate, ma non ha fatto il definitivo salto di qualità. Lo sta facendo nella stagione in corso? Il problema è sempre il termine di paragone: impossibile replicare quelle due stagioni da incorniciare. Quando smetteremo di confrontarlo con quello che immaginavamo potesse diventare (e forse sarebbe potuto diventare), ci renderemo conto di avere comunque davanti uno dei migliori attaccanti del nostro campionato. Italiano, ma che difficilmente vestirà i colori della nazionale ai prossimi Europei.

Cosa manca per l’azzurro? Difficile che ci sia a Euro 2020, e non solo per il suo rendimento. Il pacchetto offensivo del ct Mancini è abbastanza definito: ci sono Immobile e Belotti, i bomber. Insigne e Chiesa, gli elementi di fantasia. Kean, che al PSG sta facendo ottime cose. Resta un solo posto: Berardi sarebbe anche in corsa, ma ha avversari agguerriti e soprattutto favoriti. El Shaarawy, Zaniolo se recupererà, Bernardeschi. Tutti diversi: c’è chi è più integrato nel gruppo, chi è un talento in rampa di lancio e chi è più versatile. Il dato comune? Giocano tutti e tre in una big.

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