Vanoli ha preferito la Serie A alla Conference. Ma rischia di essersi giocato il futuro alla Fiorentina
"Abbiamo fatto sotto tanti punti di vista un'ottima partita, ma ci siamo confrontati con una squadra di Premier e questo ci fa capire cosa ci serve per poter crescere". Con queste parole il tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli ha commentato nel post partita il pesante ko per 3-0 inflittogli dal Crystal Palace nella gara di andata dei quarti di finale di Conference League. Ed è proprio qui che nasce la dissonanza. Parlare di “ottima partita” dopo una prestazione così brutta rischia di apparire più come un tentativo di minimizzare che di analizzare. Anche perché, unendo queste frasi alle scelte fatte tra Verona e Londra, il sospetto diventa qualcosa di più concreto: la Conference League, forse, non era davvero una priorità per questa Fiorentina.
Perché rischiare Kean a Verona e non a Londra?
Capitolo scelte, appunto. Se è vero che a Selhurst Park la formazione era in parte obbligata dalle assenze, alcune decisioni restano difficili da digerire. Su tutte, quella legata a Moise Kean: se non era al meglio, perché spremerlo in campionato e risparmiarlo proprio nella notte europea? Una gestione che ha finito per lasciare Piccoli - apparso come un pesce fuor d’acqua in gare di questo tipo - solo contro un cliente scomodissimo come Lacroix, con risultati prevedibili e, infatti, puntualmente arrivati.
Futuro lontano dalla Fiorentina
Il messaggio che passa, tra dichiarazioni e campo, è piuttosto chiaro: la salvezza pesa più di un trofeo che a Firenze manca da venticinque anni. Una scelta legittima, per carità, ma che a questo punto della stagione rischia di essere controproducente per lo stesso Vanoli, preso per traghettare la squadra alla salvezza, ma che avrebbe potuto rialzare vertiginosamente le proprie quotazioni di permanenza con la conquista del titolo. Il 3-0, invece, non solo manda il Crystal Palace a 90 minuti dalla semifinale del torneo, ma segna anche il crepuscolo dell’avventura dell’allenatore lombardo in riva all’Arno.











