Zero gol e tante difficoltà, ma il Como è “costretto” a tenersi Alvaro Morata
Peggio di così, è difficile. Nella bella stagione del Como, c’è un grosso neo. A sorpresa, perché Alvaro Morata sembrava il terminale perfetto di Cesc Fabregas, di cui è stato compagno di squadra sia al Chelsea che in nazionale. A fine stagione, però, il bilancio si fa molto rapidamente. Zero gol. E non solo quelli, dato che in più occasioni - emblematica la richiesta di cambio dopo le scaramucce con Yerry Mina - lo stesso Cesc è stato portato a sbottare nei confronti dell’attaccante spagnolo. Eppure rimarrà.
Nel contesto dei riscatti della Serie A - oggi scade il termine per quelli domestici, da domani al 20 giugno i controriscatti, anche se Morata non è legato a queste tempistiche -, sull’ex Juventus non ci sono dubbi. Come vi abbiamo raccontato, gli accordi con il Galatasaray prevedono l’obbligo di riscatto, a prescindere da qualsiasi condizione. Un “affare” da 18 milioni di euro che il Como si sarebbe volentieri evitato, a posteriori.
E ora? Morata, che voleva tornare in Serie A, non pare aver fretta di fare le valigie, complice uno stipendio decisamente ricco. Al Como, viceversa, converrebbe salutarlo, per togliersi un fardello economico e dare a Fabregas un’alternativa più convincente rispetto a Tasos Douvikas. Al momento, le offerte stanno a zero: in riva al Lago sperano che qualche club spagnolo - si era parlato del Getafe - bussi per l’ex bomber della nazionale iberica.






