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Padova, Mirabelli: "Salvezza meritata. Crisi del calcio? Vedo solo corse alla poltrona"

Padova, Mirabelli: "Salvezza meritata. Crisi del calcio? Vedo solo corse alla poltrona"
Daniel Uccellieri
lunedì 4 maggio 2026, 21:04Serie B
Daniel Uccellieri
fonte Claudia Marrone

Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo del Padova, è intervenuto ai microfoni di TMW a margine del Gran Galà del Calcio ADICOSP

Direttore, a salvezza acquisita si può già tracciare un bilancio: che annata è stata questo ritorno in Serie B?
"Sapevamo fin dall'inizio che avremmo dovuto soffrire e così è stato. Eravamo nati per questo obiettivo: avevamo messo in preventivo di salvarci all'ultimo minuto dell'ultima giornata, invece ci siamo riusciti con un turno d'anticipo. Siamo davvero soddisfatti, era un traguardo che avevamo bene in mente e che volevamo a tutti i costi."

Negli ultimi 90 minuti vedremo un Padova più spensierato? A tratti si è percepito il peso psicologico dell'obiettivo da raggiungere.
"Sì, abbiamo convissuto ogni domenica con questo peso. Mi auguro che l’ultima gara venga affrontata con maggiore leggerezza, permettendo ai nostri valori tecnici di emergere meglio. Onestamente dobbiamo essere orgogliosi: basta guardare i nomi delle squadre che abbiamo lasciato alle nostre spalle per capire la portata del grande lavoro che è stato fatto."

State già programmando la prossima stagione?
"Sono passati pochi giorni dalla sfida di venerdì, ma già dalla prossima settimana ci metteremo al lavoro per il futuro. Vogliamo affrontare il prossimo campionato al meglio, anche perché questa promozione è coincisa con l'avvento di una proprietà importante che vuole regalare anni di alto livello a una piazza come Padova."

Spostandoci sul calcio italiano in generale: la crisi è evidente. Cosa si aspetta dalle prossime elezioni federali?
"Speravo non mi facesse questa domanda, perché poi dico ciò che penso: mi sembra più una corsa alla poltrona che una sfida di idee per cambiare davvero le cose. Non dobbiamo illuderci che la soluzione sia semplicemente il nome del prossimo presidente o del commissario tecnico della Nazionale; così prendiamo in giro noi stessi. La vedo dura perché mancano tavoli di confronto reali dove sedersi e proporre soluzioni. Di soluzioni ce ne sarebbero tante, ma pare che l’interesse principale resti il potere personale e non la risoluzione dei problemi strutturali del nostro calcio."

Oltre alle riforme, si parla spesso di mancanza di talento. Forse è solo difficile da coltivare e si preferisce dire che non esiste?
"Al di là della difficoltà nell'allenarlo, il punto è che non facciamo nulla affinché il talento possa emergere. Non ci siamo ancora resi conto della gravità del momento: il dramma non è solo saltare il terzo Mondiale consecutivo, ma non attuare i correttivi necessari per il futuro. Non basta un'intervista per elencare tutto ciò che andrebbe fatto, ma leggendo i giornali non vedo mai proposte concrete. Vedo tanta approssimazione, molta improvvisazione e, appunto, questa corsa spasmodica verso una carica. Mi dispiace essere polemico, ma questa è la realtà dei fatti."

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