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Pergolettese salva. Bolis: "Foto dell'anno? La ripresa di Arini col Brescia: da esporre al Louvre"

Pergolettese salva. Bolis: "Foto dell'anno? La ripresa di Arini col Brescia: da esporre al Louvre"TUTTO mercato WEB
Claudia Marrone
giovedì 7 maggio 2026, 13:26Serie C
Claudia Marrone

L'avevano data per morta, molto prima del termine della regular season, ma la Pergolettese, per altro con una giornata di anticipo rispetto al termine dell'annata, ha centrato la salvezza, e sarà quindi tra le squadre ai nastri di partenza della Serie C 2026-2027. Per l'ottava stagione consecutiva. Un traguardo non scontato, visto il campionato di alti e bassi vissuto, e raccontato quest'oggi in esclusiva - ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com - dal Direttore Sportivo Gabriele Bolis, uno dei leader silenziosi della compagine gialloblù.

Lo aveva detto post salvezza: i morti si portano su solo quando sono freddi. Ma voi eravate bollenti. Quando ha capito che ce l'avreste fatta?
"Non so se sono stati i due veri spartiacque della stagione, ma per me ci sono stati due momenti chiave. Ho capito che ce l’avremmo fatta quando vinto contro l’Ospitaletto al ritorno, dopo 18 gare che non vincevamo, perché è stato quello un momento per tener viva la speranza, e successivamente con la vittoria sulla Pro Patria al ’92. Lì ho pensato ce l’avremmo fatta davvero, prescindendo poi dal fatto che per me, gli scontri diretti, è innanzitutto importante non perderli".

Negli anni di professionismo, è stata forse questa la stagione più complicata?
"Credo che quella per noi da poco conclusa, unitamente a quella passata, siano state le più complicate. A pari merito diciamo, per usare un gergo calcistico. Questo anno a gennaio abbiamo cambiato molto rispetto agli anni passati, eravamo in una situazione complessa, e sempre costantemente in salita: a livello emotivo, parlo personalmente, è stato molto duro, essere sempre con l'acqua alla gola è tosta. Chiaro, il fatto che sia difficile non vuol dire che poi non te la godi, anzi, forse è ancora più bello centrare l'obiettivo così. Per noi è stata una salvezza che vale la vittoria di un campionato".

Il fatto che a metà marzo il vostro girone fosse già deciso sia in alto che in basso, come ha cambiato il rush finale di annata?
"A noi quello che è successo in vetta non ha cambiato nulla, ci ha semmai cambiato un po' la prospettiva il fatto che fosse stata decisa la retrocessione diretta, anche se comunque i playout rimanevano vivi. Ed erano da evitare. È stato però bello salvarsi proprio in casa della capolista, e sfido chiunque a centrare un così agognato traguardo in uno stadio dove hanno giocato due Palloni d'oro come Roberto Baggio e Paolo Rossi".

Non solo, a salvezza raggiunta è anche arrivata la vittoria sul Lecco, allora terzo in graduatoria.
"Quella è stata la classifica ciliegina sulla torta, a dimostrazione che con la mente libera si gioca meglio. E si è visto. Quella contro i blucelesti è stata un'altra vittoria di prestigio, come quella contro il prima vitato Vicenza e quella contro l'Union Brescia nel girone di ritorno".

Come si spiega il fatto che contro le big avete sempre brillanto, mentre con le pari classifica avete faticato?
"È questa una cosa alla quale nessuno ha saputo mai rispondere, ci avrebbe sennò risolto tanti problemi. Dico sempre che il secondo tempo di Arini contro il Brescia lo avrei esposto al Louvre, è stato proprio l'emblema di cosa dobbiamo essere: gente con lo spirito di lottare, con temperamento e dedizione al lavoro, non solo gente che fa calcio con tecnica".

Stagione comunque archiviata. State già programmando il futuro?
"Ci troveremo con il club nei prossimi giorni per pianificare il tutto. Ora abbiamo staccato qualche giorno, come è fisiologico che sia".

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