Grosseto, Vetrini: “Abbiamo riportato il club dove merita. Ora serve strutturarsi da professionisti”
Filippo Vetrini, direttore generale del Grosseto, compagine neo promossa in Serie C, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di TMW Radio:
Direttore, come si sta in Serie C?
“Bene, siamo arrivati da tre giorni e siamo ancora in pieno clima festeggiamenti. A parte gli scherzi, è una grande soddisfazione. Pensiamo di aver riportato Grosseto nel posto minimo che si merita”.
La vostra è stata una stagione sempre focalizzata sull’obiettivo. Che campionato è stato e quando avete capito che poteva essere l’anno giusto?
“Paradossalmente una delle cose più belle è stata anche quella che ce l’ha fatta godere un po’ meno: siamo stati protagonisti fin da subito, cosa non scontata nel girone E che di solito è molto equilibrato. A parte la sconfitta alla prima giornata, non ho mai avuto la percezione che qualcuno potesse davvero impensierirci. Il momento chiave è stato contro il Trestina: loro sfiorano il 2-2, il Tau stava vincendo e poteva avvicinarsi a tre punti, invece noi segniamo nel recupero e il San Donato rimonta il Tau. Siamo andati allo scontro diretto a +7 e vincendo la settimana dopo, di fatto, abbiamo chiuso il campionato”.
Quanto è stato importante avere in panchina un allenatore come Indiani?
“Non è stata una scelta tra più opzioni: abbiamo sempre voluto lui. Lo cercavamo già dal nostro arrivo a Grosseto. Dopo la vittoria con l’Arezzo ha deciso di restare in Serie C, poi l’anno successivo non si sono create le condizioni. Forse abbiamo un piccolo rimpianto: se fossimo stati più incisivi lo scorso anno, magari saremmo saliti prima. Ma nel calcio non si vive di rimpianti. Non ci sono mai stati dubbi: Indiani era l’allenatore giusto per riportare il Grosseto tra i professionisti. C’è stima reciproca da anni e l’idea è quella di continuare insieme anche in futuro”.
Ora arriva la Serie C: dove bisognerà intervenire di più, tra squadra e struttura?
“L’unica cosa che non ci preoccupa sono le infrastrutture: lo stadio Zecchini è già adeguato, salvo verifiche. Il vero salto è dal dilettantismo al professionismo: cambia tutto, soprattutto a livello economico e gestionale. Rispetto a sette anni fa è cambiato il 100%. Oggi una società di Serie C è un’azienda a tutti gli effetti, tra le prime cento in Italia. Prima di tutto dobbiamo strutturarci per rispettare parametri economici e organizzativi. La squadra è importante, ma in questo momento la priorità è rendere il club all’altezza della categoria”.
Come vede la Serie D oggi, anche in ottica sviluppo dei giovani?
“La salute del calcio dilettantistico è sempre legata alle questioni economiche. L’introduzione delle liberatorie anche a metà stagione ha portato a una pulizia importante. Va dato merito al presidente Abete e al dipartimento interregionale. Resta il fatto che i costi e la tassazione nel professionismo incidono molto sui bilanci: questo è un tema centrale per tutto il movimento”.
In Serie C ritroverete anche l’FVS: che idea si è fatto di questo strumento?
“Credo sia stata una buona introduzione, anche per le due chiamate con la ‘challenge’. Va magari snellita nei tempi, ma è un servizio utile. Fortunatamente quest’anno non abbiamo avuto grossi problemi arbitrali, però sono convinto che con l’FVS qualche decisione a nostro favore sarebbe potuta cambiare.
Sono curioso di vederlo dal vivo, ma l’impressione è positiva sia come idea che come applicazione”.











