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Grosseto, Vetrini: “Abbiamo riportato il club dove merita. Ora serve strutturarsi da professionisti”

Grosseto, Vetrini: “Abbiamo riportato il club dove merita. Ora serve strutturarsi da professionisti”TUTTO mercato WEB
© foto di Francesco Scarpetti
Luca Bargellini
Oggi alle 20:49Serie D
Luca Bargellini
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Filippo Vetrini, direttore generale del Grosseto, compagine neo promossa in Serie C, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di TMW Radio:

Direttore, come si sta in Serie C?
“Bene, siamo arrivati da tre giorni e siamo ancora in pieno clima festeggiamenti. A parte gli scherzi, è una grande soddisfazione. Pensiamo di aver riportato Grosseto nel posto minimo che si merita”.

La vostra è stata una stagione sempre focalizzata sull’obiettivo. Che campionato è stato e quando avete capito che poteva essere l’anno giusto?
“Paradossalmente una delle cose più belle è stata anche quella che ce l’ha fatta godere un po’ meno: siamo stati protagonisti fin da subito, cosa non scontata nel girone E che di solito è molto equilibrato. A parte la sconfitta alla prima giornata, non ho mai avuto la percezione che qualcuno potesse davvero impensierirci. Il momento chiave è stato contro il Trestina: loro sfiorano il 2-2, il Tau stava vincendo e poteva avvicinarsi a tre punti, invece noi segniamo nel recupero e il San Donato rimonta il Tau. Siamo andati allo scontro diretto a +7 e vincendo la settimana dopo, di fatto, abbiamo chiuso il campionato”.

Quanto è stato importante avere in panchina un allenatore come Indiani?
“Non è stata una scelta tra più opzioni: abbiamo sempre voluto lui. Lo cercavamo già dal nostro arrivo a Grosseto. Dopo la vittoria con l’Arezzo ha deciso di restare in Serie C, poi l’anno successivo non si sono create le condizioni. Forse abbiamo un piccolo rimpianto: se fossimo stati più incisivi lo scorso anno, magari saremmo saliti prima. Ma nel calcio non si vive di rimpianti. Non ci sono mai stati dubbi: Indiani era l’allenatore giusto per riportare il Grosseto tra i professionisti. C’è stima reciproca da anni e l’idea è quella di continuare insieme anche in futuro”.

Ora arriva la Serie C: dove bisognerà intervenire di più, tra squadra e struttura?
“L’unica cosa che non ci preoccupa sono le infrastrutture: lo stadio Zecchini è già adeguato, salvo verifiche. Il vero salto è dal dilettantismo al professionismo: cambia tutto, soprattutto a livello economico e gestionale. Rispetto a sette anni fa è cambiato il 100%. Oggi una società di Serie C è un’azienda a tutti gli effetti, tra le prime cento in Italia. Prima di tutto dobbiamo strutturarci per rispettare parametri economici e organizzativi. La squadra è importante, ma in questo momento la priorità è rendere il club all’altezza della categoria”.

Come vede la Serie D oggi, anche in ottica sviluppo dei giovani?
“La salute del calcio dilettantistico è sempre legata alle questioni economiche. L’introduzione delle liberatorie anche a metà stagione ha portato a una pulizia importante. Va dato merito al presidente Abete e al dipartimento interregionale. Resta il fatto che i costi e la tassazione nel professionismo incidono molto sui bilanci: questo è un tema centrale per tutto il movimento”.

In Serie C ritroverete anche l’FVS: che idea si è fatto di questo strumento?
“Credo sia stata una buona introduzione, anche per le due chiamate con la ‘challenge’. Va magari snellita nei tempi, ma è un servizio utile. Fortunatamente quest’anno non abbiamo avuto grossi problemi arbitrali, però sono convinto che con l’FVS qualche decisione a nostro favore sarebbe potuta cambiare.
Sono curioso di vederlo dal vivo, ma l’impressione è positiva sia come idea che come applicazione”.

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