...con Francesco Margiotta
"Chi è rimasto qua da inizio anno ha preso solamente due stipendi e mezzo, chi è arrivato a gennaio uno solo. Ogni volta entra un nuovo presidente a dire che ci pensa lui. Ma è sempre un bluff, l'ultimo è andato via e così ho pensato di organizzare una colletta affinché la gente aiuti noi e non il club". Così a TuttoMercatoWeb.com Francesco Margiotta, attaccante del Chieti che in questi giorni ha lanciato una raccolta fondi online attraverso Gofoundme per garantire una mensilità di stipendio ai suoi compagni di squadra e alle persone che lavorano per la compagine.
Come procede la raccolta? Che risposta ha avuto?
"In pochi giorni abbiamo raccolto comunque più di duemila euro. L'obiettivo è raccogliere intorno ai trentacinque mila, ma non è importante: ciò che raccoglieremo divideremo. Non abbiamo mai fatto casino, non abbiamo mai parlato e così per la gente sembra che siamo a posto. Invece non è così. E questo gesto della raccolta serve proprio a dare un segnale importante verso l'esterno".
Chi è oggi il punto di riferimento del Chieti?
"Siamo abbandonati a noi stessi. C'è però il Direttore Stefano Giammarioli che ci sta dando una mano a titolo gratuito, anche in proiezione futura. Grazie a lui molte cose a livello logistico si stanno sistemando. Ma non può fare i miracoli".
Sul piano personale che stagione è?
"La stagione più brutta. L'unica vera soddisfazione sarebbe quella di salvarci sul campo, sarebbe un po' un bel miracolo sportivo".
E il futuro?
"Mi piacerebbe intanto chiudere con la salvezza del Chieti. Poi vorrei ancora dare un contributo qui. Se non fosse possibile mi piacerebbe tornare all'estero. Fisicamente sto bene, ho voglia di giocare. Ho trentadue anni e tanta voglia di continuare a giocare".
Che messaggio vuole lanciare ai tifosi?
"Di darci una mano. A noi calciatori, a chi lavora per il Chieti. Non alla società, ma agli uomini che danno il massimo per questa squadra".











