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...con Razvan Lucescu

...con Razvan LucescuTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 29 aprile 2021 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Sogno l’Italia, io sulle orme di papà. Si alla costruzione dal basso. Allenatori italiani i più bravi. Nel 2017 potevo allenare il Crotone”

Figlio d’arte, con idee chiare e voglia di Italia. Razvan Lucescu ha imparato i trucchi del mestiere da papà Mircea. “Ho preso tanto dalla sua filosofia, sono cresciuto accanto a lui e gli ho visto preparare il lavoro e gli allenamenti. Mi ha trasmesso la grande passione per il calcio”, dice Lucescu jr a TuttoMercatoWeb.

Lei l’Italia l’ha sfiorata. Nel 2017 poteva andare al Crotone.
“Allenare il Crotone mi sarebbe piaciuto. Ma in Italia oggi c’è solo un allenatore straniero, Fonseca. Non è facile per gli allenatori stranieri, in generale, andare in altri campionati”.

Che tipo di allenatore è Razvan Lucescu?
“Mi piace dominare le partite, giocare la palla”.

Come reputa la costruzione dal basso?
“È uno strumento importante. Aiuta le squadre a tenere la palla ma bisogna avere organizzazione”.

Però spesso capitano degli errori...
“Gli errori si possono verificare sempre, in qualunque caso. Sia se giochi lanciando la palla che costruendo”.

Pare che a lei pensino Parma e Sampdoria...
“No, non c’è mai stato niente. L’Italia però è un sogno. Il calcio italiano è tra i primi quattro del mondo, è molto organizzato. Ci sono allenatori molto preparati, in Italia ti confronti con il meglio”.

L’allenatore italiano che le piace di più?
“Ci sono allenatori come Conte che ovunque vanno hanno successo e trasmettono grande entusiasmo, poi Sarri che è molto organizzato oppure De Zerbi che ha una filosofia diversa. Ma senza dimenticare Allegri e tanti altri. Il calcio italiano produce grandi allenatori”.

La sua squadra preferita in Italia?
“Ho tifato Pisa, Brescia e Inter: le squadre di papà. Però quando ero bambino tifavo Napoli. Poi è arrivato Maradona... e quindi tutto è stato più facile”.

Lo ha allenato al PAOK, è in scadenza di contratto. Consiglierebbe El Kaddouri ad un club italiano?
“È bravissimo. Intelligente tatticamente, poi aiuta molto l’allenatore perché si impegna. Con le sua qualità potrebbe dare una grande mano in Italia, era pronto anche quattro anni fa ma forse era più istintivo e meno diplomatico. Ora è più maturo”.

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