Eterne promesse e vecchie glorie: così il Girona è passato dalla Champions alla Segunda División
Dal clamoroso terzo posto della Liga 2023-24, alla mesta retrocessione di quest'anno: per il Girona in due anni il mondo si è capovolto e qualche responsabilità ce l'ha sicuramente la gestione poco oculata del City Group, la galassia di club che fa capo a Khaldūn Khalīfa Aḥmad al-Mubārak, membro di spicco del governo di Abu Dhabi.
Gestione troppo approssimativa: rosa vecchia e demotivata
La squadra catalana sembra essere stata infatti un po' abbandonata a sè stessa dopo il clamoroso risultato del 2024, infarcita di grandi vecchi ed eterne promesse, oltre che dai soliti prestiti un po' estemporanea da Manchester: come altro definire Vitor Reis e Claudio Echeverri, giocatori su cui il City non vuole perdere il controllo ma che rischiano, loro sì, di perdersi se sballottati ogni sei mesi da un club all'altro.
E poi c'è il discorso "vecchie glorie", che non ha pagato affatto: Ter Stegen in porta, Blind e David Lopez in difesa, van de Beek, Lemar e Gir a centrocampo, più Portu e Stuani davanti. Giocatori di esperienza ma che hanno dato già il meglio di sè ed evidentemente non brillano neanche per motivazione. Una sorta di disastro annunciato che vedrà un necessario repulisti all'inizio del prossimo ciclo tecnico.











