Il Galatasaray vede il titolo, ma Buruk tuona: "C'è stata una festa simile, mi ha dato fastidio"
Nella 31ª giornata di Super Lig, il Galatasaray ha sconfitto i rivali storici del Fenerbahce per 3-0 al RAMS Park. Quasi da match-point per il titolo, visto che i giallorossi si sono portati a +7 in vetta. Okan Buruk, tecnico della capolista, ha conquistato così il suo 11° derby. "È qualcosa che fa parte della nostra identità, lo dico sempre. Quest'anno in Champions League, nelle partite in casa... quando ci concentriamo su una singola partita, per noi scatta qualcosa di diverso. È molto difficile gestire il campionato insieme alla Champions League", ha esordito ai microfoni ufficiali del club turco.
"Questa settimana, potendoci focalizzare su un solo match... c'è stata la partita di Coppa di Turchia, certo, ma avevo cambiato tutti gli undici titolari. Per questo abbiamo giocato sempre in attacco", ha spiegato Buruk. "Dopo l'1-0, all'inizio del secondo tempo, volevamo continuare a spingere. Avevamo commesso l'errore di non farlo a Kadikoy nel primo tempo. Trovarsi in superiorità numerica a volte crea un istinto di protezione, ma noi abbiamo voluto questa vittoria dall'inizio alla fine. Dio ci ha ricompensati". Infatti, i Canarini sono rimasti in inferiorità numerica per il doppio giallo incassato da Ederson, situazione che ha avvantaggiato il Gala.
La corsa al titolo, tuttavia, non è ancora finita per Buruk. Sebbene manchino pochi punti al traguardo: "Non è finita. Non siamo ancora campioni. Ora andremo a Samsun. Secondo me non abbiamo ancora vinto nulla. Qui c'è stata una celebrazione che sembrava quella per il titolo, e la cosa mi ha dato fastidio. Mancano ancora 3 partite. Spero che riusciremo a diventare campioni il prima possibile".











