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Insigne si presenta: "Potevo stare in Europa ma ho scelto Toronto per i figli. E non per soldi"

Insigne si presenta: "Potevo stare in Europa ma ho scelto Toronto per i figli. E non per soldi"
lunedì 27 giugno 2022, 23:58Calcio estero
di Gaetano Mocciaro

Lorenzo Insigne, nuovo giocatore del Toronto FC, è stato presentato dal club canadese in conferenza stampa. L'ex capitano del Napoli prende parola: "Inizia un’avventura nuova per me e la mia famiglia, è la prima volta che andiamo via da Napoli. Dal primo giorno che ho conosciuto il presidente mi ha parlato bene di questa città, non vedevo l’ora di venire, di conoscere il mister e i compagni. Ho visto la partita allo stadio, è stato molto bello, ma sto male perché non vedo l’ora di giocare con i miei compagni e di mettermi a disposizione del mister. Sono molto emozionato perché è la prima volta che faccio una conferenza come questa”.

Come hai trovato Toronto?
"Siamo da pochi giorni qui, ma sia a me che alla mia famiglia la città ci ha fatto una grandissima impressione. La qualità di vita è molto alta. E’ stata dura lasciare Napoli, ma è stata una scelta di vita soprattutto per i miei figli. Spero che qui avranno un grande futuro e tutti insieme possiamo crescere come famiglia”.

Perché la scelta Toronto?
“Ho parlato col presidente quando ci siamo incontrati, mi ha fatto un’ottima impressione lui e la storia del club. In molti pensano che sono venuto per l’aspetto economico, ma ho fatto questa scelta per i miei figli e mia moglie. Il presidente mi ha detto che non si è mai vinto una Champions qui, è una sfida e sarebbe davvero un grande traguardo per questo club”.

Conoscevi Bradley?
"Con Michael ho parlato spesso perché parla italiano, si è sempre messo a disposizione dal primo giorno che ho firmato. Ci siamo sentiti varie volte al telefono. Mi può aiutare tantissimo per via della lingua. Ho giocato a volte contro ed è un ottimo giocatore, sa mantenere benissimo la posizione in campo. Penso sia un grande leader e un ottimo capitano”.

Ti senti sotto pressione?
“Ringrazio il presidente e la società che mi hanno dato l’opportunità di sentirmi un giocatore importante. Ho giocato 10 anni a Napoli, ho vinto un Europeo con la Nazionale, sono abituato ad un certo tipo di pressione. Bisogna dimostrare sempre il proprio valore sul campo, mi metterò a disposizione del mister e farò parlare il campo”.

Condizionato dal passato di Giovinco a Toronto?
“Non mi ha condizionato, ho accettato volentieri perché volevo una nuova sfida. Non mi ha condizionato che anche lui ha giocato qui, ha fatto benissimo a Toronto ed è giusto che se lo ricordano. Cercherò di fare bene come lui e tentare di portare a Toronto un trofeo importante”.

Conosci bene la squadra?
“Seguo il Toronto da quando ho firmato. Mi hanno fatto una buona impressione, ci sono giocatori di esperienza come Bradley e Osorio e altri giovani che possono aiutare la squadra. Non vedo l’ora di scendere in campo e aiutare la squadra”.

Quali aspettative hai?
“Sono molto contento di aver accettato questa sfida. Al primo giorno mi hanno portato al Caffè Diplomatico ed è stato come stare a Napoli. Mi sento a casa mia, mi sento acclamato senza giocare ancora ed è un motivo d’orgoglio. Però voglio scendere in campo e farmi amare dalla gente per i miei gol. Sono un attaccante, ma mi sacrifico molto per la squadra. Negli anni spesso ho litigato con mio padre che diceva che dovevo fare più gol perché sono attaccante, ma sono un generoso e più si gioca per la squadra e più si esaltano le qualità del singolo”.

Preferisci giocare come attaccante esterno o trequartista?
“Mi va bene qualsiasi posizione mi metta il mister, posso giocare anche in porta anche se non ho il fisico (ride, ndr.)".

Hai avuto altre offerte e perché hai scelto il Toronto?
“Offerte concrete no, perché era l’inizio del mercato. Ho 31 anni, non sono vecchio, potevo ancora stare in Europa ma mia moglie e miei figli vengono prima di tutto. Ho dato tanto al Napoli, ho perso trofei che fanno male, volevo una nuova sfida. Non sono d’accordo che qui non è il vero calcio, sono venuto per dare una mano alla società di vincere un trofeo. Voglio il primo giocatore italiano a raggiungere questo obiettivo. Darò tutto e cercherò di portarli a questo traguardo ad ogni costo. Li ringrazierò sempre per quello che hanno fatto per me e la mia famiglia, non vedo l’ora di ripagare la fiducia in campo”.