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Dodd risponde a Infantino: "La FIFA ha abituato le tv a non dar valore al calcio femminile"

Dodd risponde a Infantino: "La FIFA ha abituato le tv a non dar valore al calcio femminile"
Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
giovedì 4 maggio 2023, 16:34Calcio femminile

L’ex calciatrice e membro del Consiglio della FIFA Moya Dodd attraverso un articolo pubblicato sul Sydney Morning Herald ha voluto rispondere al presidente della FIFA Gianni Infantino che nei giorni scorsi aveva usato parole dure nei confronti delle televisioni, in particolare quelle europee, per aver avanzato offerte troppo basse per i diritti del Mondiale femminile di questa estate.

Dodd nel suo articolo ha accusato la FIFA di non aver mai dato grande rilievo al calcio femminile negli ultimi anni e di conseguenza aver abituato le TV a sottovalutare gli eventi legati: “Rimproverare le emittenti per aver pagato poco i Mondiali è da viziati, perché, guardando alla sua storia, la stessa FIFA non ha mai dato alcun valore ai diritti delle donne. I diritti del Mondiale femminile li ha sempre venduti come parte di un pacchetto e poi ha attribuito tutto quel valore alla manifestazione maschile. Quindi per decenni ha addestrato quei partner commerciali e acquirenti di diritti TV a sopravvalutare il calcio maschile e sottovalutare il calcio femminile. L’analogia che mi viene in mente è quando compri un hamburger e ottieni le patatine gratis come contorno. E all’improvviso qualcuno dice ‘Sai cosa, la gente potrebbe voler solo le patatine? Forse c’è un mercato per quello?’ E indovina un po’? C’è. E tu lo hai sottovalutato regalandolo. Quindi ora nessuno vuole pagare per le patatine e basta. L’industria è stata addestrata a pagare un sacco di soldi per la Coppa del mondo maschile e trattare l’equivalente femminile senza valor. - conclude Dodd - Allo stesso tempo, alle donne è stato detto che non meritavano premi in denaro o parità di retribuzione perché non portavano guadagni. Tutto ciò è abbastanza oltraggioso. La FIFA ora dice che tutti i ricavi andranno direttamente nel calcio femminile, ma trascura il fatto che il valore dei diritti delle donne è stato utilizzato fino ad ora solo per gonfiare il valore del calcio maschile”.

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