I tifosi della Juventus hanno ragione, così sembra che ci sia un disegno per penalizzarli dopo la Superlega. Ceferin e il vizio di non avere il buongusto
Dopo la nomina di Gabriele Gravina a vicepresidente della UEFA, i tifosi della Juventus sono insorti. Probabilmente hanno anche ragione, perché è una questione di opportunità e di credibilità, cosa che il nostro calcio non sembra avere e neanche ricercare. In un momento così delicato per i bianconeri, alle prese con la questione plusvalenze, poi stipendi e infine Superlega, con la UEFA che potrebbe valutarne l'estromissione per la prossima (prossime?) stagione, tutti gli sguardi sono mirati su Aleksander Ceferin che, di fatto, non perde mai la voglia di parlare male dei tre club che continuano a cercare un'alternativa al monopolio infinito del massimo organismo continentale. Nel discorso della rielezione a Presidente, Ceferin parlava così. "Non andrò nei dettagli di questo piano malato portato avanti da tre club, due finanziatori e un portavoce. Non c'è nemmeno un punto in questa fase. Chi ha promosso questo progetto sta rivendicando il fatto di volere salvare il calcio. È davvero incredibile che nessuno abbia mostrato vergogna. Nello spazio di pochi mesi, il progetto chiamato Superlega è stato trasformato in un protagonista di Cappuccetto Rosso, un lupo travestito da nonna che è pronto a mangiarti.
A parte l'inchiesta giornalistica in atto proprio su Ceferin, portare Gravina al tavolo come nuovo vicepresidente sembra potere avere una doppia valenza. Uno: riportare l'Italia in un posto politicamente importante, quindi magari anche aiutare la Juventus. Due, che ci sia un disegno per penalizzare la Juve dopo la Superlega, costringendo i bianconeri a una scelta politica più che di campo. Perché se è vero che dopo l'intervista di Agnelli al Financial Times (in cui si rimarcava la necessità della Superlega e di andare avanti) c'è stata una telefonata organizzata dai dirigenti proprio alla UEFA per mostrare disappunto, dall'altro non c'è stato un comunicato ufficiale per prenderne le distanze. La Juve dava un colpo al cerchio e uno alla botte? Probabilmente è così. La UEFA vuole penalizzare la Juve? Quasi certamente no. Ma un tifoso ha la possibilità di pensare male, perché si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca.
La Juventus si ritrova giustamente inquisita per le plusvalenze, così sarà probabilmente giudicata per la manovra stipendi. Il problema è che il calcio è troppo nei tribunali e pochissimo in campo, impoverendo tutto il movimento. Le regole sono spesso zone d'ombra che possono essere utilizzate alla bell'e meglio, sia per fare polemica che per dire che "così fan tutti". Le plusvalenze sono state utilizzate da tutte le big - eccezion fatta per il Milan, forse perché non ci è mai riuscito? - per far quadrare i bilanci. Il Napoli non aveva intenzione di inserire i tre ragazzi della Primavera per l'affare Osimhen, ma è stata una richiesta del Lille perché rischiava di essere estromesso dalla Ligue 1 senza un adeguato piano di rientro (vendendo lui e Gabriel Magalhaes è filato tutto liscio). Se la Juve deve pagare, è giusto che paghi. Ma alcune situazioni sembrano scelte politiche per tirare la corda, mandare un messaggio a Tizio perché Caio capisca. Detto che nessuno, come la Juventus, ha utilizzato le plusvalenze come modus operandi, anche con l'Under23.
Purtroppo Ceferin non ha buongusto. Non sa quando deve passare oltre senza parlare. È un politico. Ma questo è un pezzo chiave del suo modo di fare. "Dobbiamo ringraziare che ci sia l'ECA a supportarci e per questo ringrazio Nasser (al Khelaifi, il presidente del Paris Saint Germain), questo modello calcistico è importante e questa cooperazione è straordinaria. Bisogna capire che la classe media è fondamentale per mantenere l'equilibrio, sia nella società che nel calcio. Se il gap fra i club ricchi e poveri continua a crescere, se non facciamo niente per il declino della classe media - come nella società - il modello è in pericolo e tutta la piramide rischia di cadere". Tornando al discorso precedente, cioè il lupo travestito da nonna, Ceferin ringrazia Nasser Al Khelaifi come presidente dell'ECA e spiega che la classe media, cioè quella che il Paris Saint Germain mette in pericolo investendo miliardi su tutti i giocatori per avere certezza di vincere, sia necessaria. In parole povere: Al Khelaifi è un potente e quindi va ringraziato, anche se sto dicendo una cosa che è totalmente in antitesi con quella che è la figura del proprietario del Paris Saint Germain. La credibilità, in queste situazioni, scompare, purtroppo. Come chi chiedeva di far diventare strutturali i guadagni, sperando di eliminarne il merito. Sono due facce della stessa medaglia che tenta di tenere la propria rendita di posizione ben sotto controllo, facendo però del male al calcio.






