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Le valutazioni (o svalutazioni) delle rose: chi ha fatto meglio nella nostra Serie A?

Le valutazioni (o svalutazioni) delle rose: chi ha fatto meglio nella nostra Serie A?
giovedì 15 aprile 2021 08:00Editoriale
di Luca Marchetti

Abbiamo studiato quanto, durante questa stagione così particolare, si sono valorizzate o deprezzate le rose della nostra serie A. E per farlo ci siamo affidati ai dati di KPMG, che studia le oscillazioni potenziali del cartellino dei giocatori, legandole non soltanto ai risultati sportivi (dati oggettivi presi dalle prestazioni effettuate durante la stagione) ma anche legando il valore del cartellino all’età e all’avvicinarsi (o meno) dalla scadenza di contratto. Ne abbiamo parlato a lungo, nel pomeriggio a Sky Sport, ed è interessante fare delle considerazioni approfondite. Insomma, non saremo ai livelli di De Bruyne, che si è affidato ai match analyst per capire come procedere con il suo rinnovo di contratto, ma è comunque un’indicazione che ci serve a capire il lavoro svolto dalle società durante questa stagione. Stagione particolare, perché condensata e piena di variabili (più impattanti come Covid e infortuni che interessano più partite).
Ragionando semplicemente per squadra, la società che ha visto accrescere (in maniera aggregata) il suo valore della rosa è l’Atalanta. Almeno a livello percentuale, visto che partiva da un dato decisamente più basso rispetto alle altre grandi (286 milioni di euro). Ha visto risalire il proprio potenziale del 26,6%, ovvero di 76 milioni. E questo grazie al cammino ripetuto in campionato, avendo gravitato stabilmente nelle zone altissime della classifica e soprattutto grazie alla conferma di quanto avevamo visto in Europa la passata stagione. In più i giocatori dell’Atalanta sono meno noti al grande pubblico, e continuare a vederli in Champions, non fa altro che accrescere il valore potenziale.
Al secondo posto di questa classifica troviamo il Milan. In realtà a fronte di una crescita del 23,9% (leggermente inferiore a quella dell’Atalanta) il valore assoluto è più alto: 87,1 milioni di euro. Questo perché chiaramente il valore base di partenza era più alto di circa 50 milioni (365 milioni circa) e quindi in valore percentuale incide di meno. E’ naturale anche questo tipo di apprezzamento. Perché nonostante le scadenze di contratto (Donnarumma e Calhanoglu) che chiaramente influiscono negativamente sul cartellino dei giocatori, la stagione straordinaria che sta facendo il Milan notevolmente superiore rispetto a quella della passata stagione (cammino in Europa compreso), ha fatto rinvigorire la forza rossonera. E poi se aggiungiamo il fatto che il Milan sia composto per lo più da giovani, rende questo dato ancora più “elastico”.
Per questo era difficile migliorare il dato dell’Inter (insieme alla Lazio in terza posizione nella classifica delle percentuali: +4,3% per i nerazzurri, +4,8 per i biancoazzurri): la stagione in campionato è stata (finora) esaltante, meno quella in Europa (sebbene in Champions, ma lo scorso anno era arrivata la finale). Il dato di queste due squadre comunque è più difficile da modificare, visto che molti giocatori sono nel pieno della loro maturità calcistica e che quindi le oscillazioni di prezzo non sono molto ampie.
Discorso diverso per la Juve, che guadagna (+3,9%) ma con forti oscillazioni fra le parti. Da un lato spingono verso il basso Dybala e CR7 (per infortuni, scadenza contratto, età) dall’altro McKenni, Kulusevski e soprattutto Chiesa compensano in maniera decisiva le potenziali “perdite”.
Chi “perde” in assoluto sono Roma e Napoli (-4,7%) che potremmo definire anche fisiologico, vista la stagione altalenante degli uomini di Gattuso e soprattutto a causa degli infortuni degli uomini migliori: da Osimhen a Mertens, da F Ruiz a Koulibaly. E queste assenze oltre ad influire sul valore, non possono non aver inciso anche sul rendimento.
La Roma a febbraio vedeva svalutarsi la propria rosa, invece, di circa 50 milioni di euro, ovvero il 13% circa. Anche qui pesa l’andamento non regolare, l’infortunio di Zaniolo, l’età di Dzeko. Ma sicuramente sono dati destinati ad aumentare, non solo perché la Roma può migliorare la sua posizione in classifica, ma soprattutto per il cammino Europeo (che speriamo stasera continui, come da pronostico, visto il risultato dell’andata).
Fra i giocatori singoli invece in Italia chi ha avuto, sempre secondo KPMG, che ha avuto il miglior balzo in avanti (di 18,1 mln di euro) è Federico Chiesa che ha aumentato del 52% il suo valore. Seguito da Theo Hernandez (Milan) e Hakimi (Inter): rispettivamente 18,5 e 18,3 milioni in più rispetto ad Agosto 2020: in percentuale anche qui siamo per il rossonero del 54% in più e per il nerazzurro del 35%. Per la terzina che si è svalutata di più in testa troviamo Zaniolo, che ha perso 24 milioni di euro, ma chiaramente tutto dipende dall’infortunio, poi Eriksen (che però fino a febbraio era utilizzato ancor meno di adesso da Conte, che invece ultimamente l’ha rivitalizzato nel centrocampo nerazzurro) e Donnarumma, anche qui una 20ina di milioni in meno, legate esclusivamente all’avvicinarsi della scadenza del contratto (senza rinnovo): non a caso quello che in Europa perde di più del suo valore è Lione Messi: -49 milioni. Insomma chi perde lo fa ognuno con un proprio specifico motivo. E i numeri vanno sempre letti dalla giusta angolazione!

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