Se gli ultimi Scudetti sono arrivati con Mourinho e Conte, perché Inzaghi? Senza Champions pagherà per tutti ma il vero problema è Zhang: da due anni la sua è una corsa al ribasso. Perché non vende?
Uno dei più preparati commentatori del momento sabato sera ha detto: "Allegri nella gestione del gruppo è un fenomeno, ha un livello diverso da Inzaghi che invece si appoggia su alcuni giocatori. Ma se poi le cose non vanno bene, rischi di creare dei compromessi. All'Inter si vede, se la partita va male comincia a sfaldarsi. Manca chi comanda, Allegri alla Juve comanda". Sono considerazioni di Marco Parolo, ex centrocampista della Lazio. In pochi conoscono meglio di lui l'allenatore nerazzurro che nel week-end ha incassato la sua decima sconfitta in 28 gare di campionato.
E' un dato pesantissimo se alleni l'Inter. Un numero che avrebbe spinto un altro presidente - qualche anno fa - a prendere subito una decisione drastica. "Certamente rappresenta un problema perché è lui l'allenatore che si è preso la responsabilità di portare avanti la squadra. I risultati non gli stanno dando ragione", ha dichiarato Massimo Moratti. Questa Inter invece a Inzaghi gli dà ancora delle chance. Perché il finale di stagione può raccontare ancora grandi gesta nelle Coppe, perché cambiare vorrebbe dire spendere e questa Inter da un paio d'anni non lo fa più.
Conte fa un passo indietro: nell'estate 2021 cambia la parola d'ordine
E' l'estate 2021 quando Antonio Conte, tra la cessione di Hakimi e quella di Lukaku, decide di fare un passo indietro. Di lasciare la guida della squadra campione d'Italia. A quel punto Marotta prova prima a prendere Allegri e poi - non riuscendoci - vira su Simone Inzaghi. Che con Conte condividerà anche il modulo di base, ma poi i punti in comune si fermano lì. E qui riecheggia una frase di Parolo: "All'Inter manca chi comanda". Manca in quell'Inter che gli ultimi due Scudetti della sua storia li ha vinti con Mourinho nel 2010 e con Conte nel 2021. Due comandanti, necessari in un ambiente tentennante come quello nerazzurro.
E allora perché virare su Inzaghi? Perché dalla Cina era appena arrivato lo stop agli investimenti, perché lo Scudetto del 2021 aveva chiuso e non aperto un ciclo e perché, da quel momento in poi, la parola d'ordine è cambiata: da vincere a risparmiare. Se poi si vince tanto meglio, evidentemente. E Inzaghi di Coppe - la sua vera specialità - ne ha già portate a casa tre.
C'è un dato che parla chiaro: da due anni l'Inter è in recessione. E non mancano le scelte sbagliate
Sono però i campionati a darti il reale valore di una squadra. La sua vera forza. E gli ultimi due anni dell'Inter raccontano un calo costante: nel 2021 Conte vinse lo Scudetto con 91 punti, lo scorso anno Inzaghi ha chiuso con 84 e oggi è a 50. Anche dovesse vincerle tutte da qui alla fine, il saldo sarebbe comunque negativo rispetto alla scorsa stagione.
Stefano Pioli nel momento più delicato della stagione s'è inventato la difesa a tre e col cambio di modulo ha ridato solidità a un Milan allo sbando. Simone Inzaghi non è invece mai riuscito in questo passaggio. Magari cambia qualche interprete, ma ha un rapporto quasi fideistico col 3-5-2. E' l'altro suo grande limite, oltre a quello della gestione.
Ma Inzaghi che resta un buonissimo allenatore ha dalla sua soprattutto un grandissimo pregio. Il più apprezzato dalle società: si accontenta. L'Inter da un paio d'anni si affida a svincolati o a occasioni di mercato. Vende se ne ha la possibilità, sopravvive in attesa di tempi migliori. Una strategia che non ha una prospettiva, che all'inizio ti porta a sopravvivere anche bene se parti da una buona base di partenza ma che, inevitabilmente, a ogni sessione di calciomercato ti porta a perdere un pezzo. O ad aggiungere un compromesso.
Il mercato dell'Inter dal 2021 in poi: plusvalenze e parametri zero. E un paio di grossi errori
In questa situazione di emergenza costante e progressiva gli errori della dirigenza non sono mancati. La gestione di Milan Skriniar, ad esempio, è stata fallimentare: porterà a un addio a parametro zero, ha portato a un'ultima stagione non all'altezza delle precedenti. Perché anche qui, se il giocatore non è più concentrato al 100% sul presente come in passato Inzaghi non è l'allenatore ideale per riportarlo all'ordine.
C'è poi Joaquin Correa, l'unica costosa richiesta di Inzaghi che è stata assecondata: fu acquistato nell'estate 2021 dopo l'addio di Lukaku risultando del tutto inefficace. Trenta milioni di euro spesi male in un momento in cui non potevi permetterti di sbagliare nulla. Però chi è che non sbaglia? Perché poi il problema è tutto lì: se puoi operare solo se definisci una grande cessione, se non puoi programmare perché son troppe le variabili, tutto diventa più estemporaneo. E più vulnerabile.
Steven Zhang dall'estate 2021 chiede ai suoi dirigenti di andare verso la strada dell'autosostentamento dopo anni di ingenti investimenti. E quindi le prime redditizie cessioni, poi il mirino sui parametri zero. Se non hai soldi da investire quello è il tuo mercato, anche se trovare giocatori da Inter in quel mercato non è così facile e spesso non sono nemmeno così convenienti.
Alcuni colpi sono riusciti e anche bene (Calhanoglu, Mkhitaryan e Onana su tutti), ma quella non può essere l'unica strada da setacciare perché, nel frattempo, anche i tuoi vanno in scadenza di contratto e il monte-ingaggi è altra voce di bilancio da tenere sotto controllo.
Perché Steven Zhang non vende?
L'Inter è un'azienda che perde circa 10 milioni di euro al mese ed è situazione migliorata rispetto agli anni precedenti. Non è chiaro quanto si possa ancora tirare la cinghia ma, soprattutto, perché Suning non abbia già venduto. E' una società che per vari fattori Zhang non può più risollevare e presto dovrà fare i conti con vicende finanziarie forse insormontabili: il 2024, per intenderci, può rappresentare il punto di non ritorno, soprattutto se l'Inter non parteciperà alla prossima Champions League.
Negli ultimi 18 mesi sono state rifiutate offerte anche importanti in virtù di una richiesta che oggi nessuno ha esaudito: 1.2 miliardi euro. Per Zhang è questa la cifra giusta per vendere l'Inter, per saldare i suoi debiti e ripagare i suoi investimenti. Ma gli investitori sanno che questa richiesta col passare dei mesi è destinata ad abbassarsi, volente o nolente. E allora perché non provare a uscire subito da questo limbo? Meglio abbassare le pretese oggi piuttosto che trovarsi con le mani legate domani.






