La Lazio snobba la Conference, ma questo Cluj è troppo poco persino in 11 contro 10
Buona la prima in Conference League per la Lazio. All'Olimpico i biancocelesti sono riusciti a controllare l'incontro dall'inizio alla fine nonostante l'espulsione di Patric già al 15'. Assai discutibile la scelta del signor Craig Pawson di giudicare da ultimo uomo il fallo di Patric su Krasniqi al limite dell'area di rigore, ma anche il VAR ha confermato tale decisione e la squadra di Sarri si è ritrovata così uomini in dieci per oltre un'ora.
Eppure, è stata sempre la Lazio a fare la partita, non rinunciando alla sua idea di calcio e mostrando gli attributi proprio come richiesto dai tifosi poco prima del fischio d'inizio. A decidere il match, che sarebbe potuto finire con un passivo nettamente più ampio, ci ha pensato Ciro Immobile, bravo a interrompere un digiuno di gol durato più di un mese (l'ultimo gol era arrivato a inizio gennaio contro il Lecce) con una grande girata al volo sugli sviluppi di uno schema su punizione di Felipe Anderson e Zaccagni al termine del primo tempo.
Nessun problema neanche nella ripresa, dove Luis Maximiano non si è mai sporcato i guantoni e ha mostrato, anzi, tutta la sua abilità nel costruire l'azione dal basso. Perché la Lazio ha continuato a giocare e ha pure sfiorato più volte il raddoppio. Troppo poco questo Cluj per impensierire i biancocelesti, anche con un uomo in più e anche con la Lazio dichiaratamente poco attratta da questa competizione. Giovedì il ritorno in Romania.






