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L'inesperienza di Italiano e il crollo della Fiorentina dopo la sconfitta con la Juventus

L'inesperienza di Italiano e il crollo della Fiorentina dopo la sconfitta con la JuventusTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 27 aprile 2022, 21:30Il corsivo
di Marco Conterio

La vigilia della gara tra Fiorentina e Udinese si è aperta con la notizia della clausola rescissoria di Vincenzo Italiano. 10 milioni di euro, valevole tra il 1 e il 15 giugno. Negli ultimi tempi son fioccati a mezzo stampa pure gli spifferi sulla sua insoddisfazione sul mercato di gennaio, su alcuni acquisti che, il campo lo ha confermato, non si sono inseriti come sperato. Il tonfo contro i friulani arriva da lontano. Dalla delusione della Coppa Italia contro la Juventus, da una squadra che non ha dimostrato la personalità giusta per risollevarsi contro la Salernitana. Quattro reti dall'Udinese, nel momento topico della stagione, sono la fotografia di una squadra immatura e non abituata a partite di questo tipo. Poco c'entra il livello dell'avversario, e tanti complimenti all'Udinese: la verità è che c'è un sottile e invisibile filo che divide le grandi squadre da quelle che ci provano e non ci riescono.

Le responsabilità di Italiano
Nel calderone delle responsabilità non può non finire il tecnico che già prima della partita aveva spiegato di avere un sogno: andare per la prima volta in Europa. Solo che arrivare a Roma e vedere il Papa son due concetti profondamente diversi. Italiano ha grandi idee tattiche, gran carattere, ma nelle ultime sortite ha dimostrato tutti i limiti di un allenatore che non è abituato a giocarsi gare decisive nelle alte sfere del campionato. E' una colpa? No, ma un dato di fatto. A Torino, contro la Juventus, ha provato un inedito 4-2-3-1 con Ikoné quasi più incursore che esterno. Con la Salernitana ha cambiato ancora, dando poche certezze e togliendo equilibrio. Con l'Udinese ha azzardato, cercando di dare ritmo partita a calciatori però totalmente fuori forma, da Bonaventura a Torreira che ieri s'è anche allenato a parte.

Troppi rischi quando servono certezze
In un finale del genere, quando gli avversari si chiamano Mourinho, Gasperini, Sarri e via discorrendo, più che gli esperimenti o i conigli dal cilindro, servirebbero le certezze. Un undici che sia un punto fermo e fisso. Azzardare è un conto, rischiare tutto, voler stupire e sorprendere a ogni costo, un altro. E quello pagato contro l'Udinese è altissimo. Non rovinerà una stagione molto buona di una Fiorentina che ha rivisto i suoi tifosi sognare, è vero. Ma le prossime quattro partite possono essere un esame importante anche per Vincenzo Italiano. Al quale va fatto un applauso per come ha dato un'identità ai Viola in questa stagione. Non esageri, ma insista. E' quella la strada.