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Nell'anno orribile del Torino, Davide Nicola è stato l'unica certezza del progetto granata

Nell'anno orribile del Torino, Davide Nicola è stato l'unica certezza del progetto granataTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
mercoledì 19 maggio 2021 13:38Il corsivo
di Marco Conterio

Adesso che il Torino s'è salvato, è il tempo dei bilanci per i granata. Serve raccontare più storie per fotografare la stagione del Toro, disgraziata, complicata, a un passo dal baratro della Serie B. Le scelte ai blocchi di partenza di Urbano Cairo che, numeri e classifica alla mano, si son rivelate un disastro. Scegliere Marco Giampaolo e costruirgli una squadra zoppa, senza regista puro, senza trequartista doc, è stato un azzardo ben più che sbagliato. Davide Vagnati, alla prima grane esperienza lontano da Ferrara, lontano da quella SPAL dove ha costruito insieme a Leonardo Semplici un capolavoro di sport e progettazione, ha fatto scelte giuste e altre sbagliate. Soprattutto all'inizio, perché prendere Giampaolo significa dovergli costruire attorno anche un progetto tattico ben definito. Ma così non è stato.

Poi è arrivato Davide Nicola. I calcoli: avrebbe avuto il rinnovo automatico con una media da Europa League. I punti dicono 1,21 a partita, dunque una potenziale conclusione a 46. La classifica dice 36, già ora 6 in meno di quelli che avrebbe conquistato con questa stessa media Nicola, ovvero la parte sinistra della classifica. Solo che è arrivato in una situazione psicologica e fisica difficile per i granata. Pochi punti, morale a terra, leader da ricostruire in tutto e per tutto. Nicola, tra alti e bassi, ha saputo ricompattare il gruppo e soprattutto a gennaio, insieme a Cairo e Vagnati, fare due scelte azzeccate: Rolando Mandragora e Antonio Sanabria. Due uomini, due suoi uomini, due sue scelte, che gli hanno permesso di rialzarsi e di tenere il Torino sulla linea di galleggiamento.

Due partite non possono bruciare tutto. Col Milan ha sbagliato ogni scelta, negli uomini, nella motivazione, nell'atteggiamento. E' stato uno dei punti più bassi della storia recente del Torino ma questo può intaccare, da solo, il lavoro di Nicola e del suo staff? Ha incontrato i tifosi nei momenti duri e dei confronti serrati. Ha saputo dare una dimensione a Verdi, rilanciare Nkoulou e Sirigu che ha riacquistato lo status di portiere da Nazionale, lanciato Singo definitivamente, fatto sentire di nuovo Ansaldi un leader. Tra i contro: non è riuscito a far di Belotti il suo faro e non ha dato una dimensione internazionale al suo 9. Un concorso di colpa, forse. Ma nell'anno orribile del Torino, è stato l'ancora a cui i granata si sono aggrappati. Con qualche onda forte, come i sette schiaffi dal Milan, presa in faccia. Ma con la consapevolezza che al traguardo, in qualche modo, il Toro c'è arrivato. Del domani non c'è certezza o forse sì, perché i granata son già in contatto con Juric. Ma per Nicola il futuro è ancora in Serie A.

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