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Spalletti il trasformista, la lezione di Sarri. Le giustificazioni di Allegri, Conte e Gasperini

Spalletti il trasformista, la lezione di Sarri. Le giustificazioni di Allegri, Conte e GasperiniTUTTO mercato WEB
Marco Piccari
Oggi alle 11:57Il Due di Piccari
Marco Piccari

Come tutte le settimane torna la rubrica del direttore di TmwRadio Marco Piccari, che analizza i temi principali della 33ª giornata di serie A

Due di cuori

Il cuore lo fa battere lo Stadium. Prima di Juventus–Bologna, emozionante e coinvolgente il ricor-do di Alex Manninger, tragicamente scomparso in un incidente stradale. I fiori portati in porta da Buffon, gli occhi lucidi dei presenti, il lungo applauso dello stadio: un forte brivido che ha avvolto il cuore di tutti. In campo, la Juve ha sconfitto con gioco e naturalezza il Bologna, mettendo una firma importante sulla Champions. Il lavoro di Spalletti è sempre più visibile: un vero trasformista.Il cuore lo ha fatto pulsare anche Sarri con la doppia lezione al Maradona. La prima arrivata dal campo: la Lazio ha giocato una gara perfetta tatticamente, tecnicamente e mentalmente, battendo in maniera netta il Napoli di Conte. La seconda lezione di Sarri è arrivata nel post partita ed è nata dalla domanda dell’opinionista di DAZN, Hernanes. L’ex calciatore ha chiesto se questa Lazio, con meno possesso e più verticalità, sia frutto di una scelta o di un’evoluzione. Il tecnico della Lazio ha spiegato di essersi adattato alle caratteristiche dei giocatori, perché altrimenti sarebbero andati in difficoltà. Questa risposta è fondamentale: qui c’è l’essenza del ruolo dell’allenatore. L’idea non può mai prevaricare le caratteristiche dei giocatori e un grande tecnico deve saper trovare un compromesso tra le proprie idee e i calciatori. Grande messaggio di Sarri.

Due di picche

Il Milan battendo il Verona è tornato al secondo posto in classifica ora la zona Champions è al si-curo. Nulla da dire: missione raggiunta. Tuttavia, l’unica cosa davvero bella della partita è stata la rete di Rabiot su assist di Leao. Il resto è da dimenticare. Non sarete d’accordo con me, e ci sta, ma nonostante la vittoria la partita del Milan è stata di una pochezza impressionante. E, nonostante il secondo posto momentanea-mente raggiunto, continuo a pensare che il Milan potesse lottare per il titolo giocando un calcio diverso. Male anche il Napoli, che perde in casa contro la Lazio. La squadra azzurra è apparsa lenta, preve-dibile, scarica e imprecisa tecnicamente. Una brutta partita che fa scivolare il Napoli a -12 dalla vetta occupata dall’Inter. Una distanza eccessiva per i campioni d’Italia. Pessima, demotivante e antisportiva anche l’uscita di Conte sul secondo posto definito come “il primo dei perdenti”.Frena la Roma che, pareggiando in casa contro l’Atalanta, resta a 5 punti dalla zona Champions. A prescindere dalla polemica tra Ranieri e Gasperini, anche questo distacco sembra eccessivo. Il mancato raggiungimento della Champions deve tenere conto anche del lavoro del tecnico e, a un’attenta analisi, si possono individuare anche i suoi errori. Gli 8 punti nelle ultime 7 gare, la fragilità difensiva e l’uscita dalle coppe meritano una spiegazione che non può essere riconducibile allo sfogo di Ranieri. Ma, comunque, tranquilli: per questi tre allenatori la spiegazione di una stagione fatta di alti e bassi trova sempre una giustificazione: la colpa è delle società gli allenatori non hanno al-cuna responsabilità.

Jolly

Il jolly lo pesca il Milan. Rabiot, a Verona, è stata la carta vincente di Allegri: un giocatore impe-tuoso e potente che, con un affondo, ha squarciato la difesa avversaria. Un cavallone imprendibile.

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