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Carlo Nesti: "Toro da derby, Juve che spreca"

Carlo Nesti: "Toro da derby, Juve che spreca"TUTTO mercato WEB
Carlo Nesti
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Carlo Nesti
Oggi alle 12:43La scheda di Carlo Nesti

25-5-2026
Carlo Nesti: "Toro fa derby, Juve che spreca"

La mia scheda di Toro-Juve, al di sopra delle parti, in 2 paragrafi.

Cominciamo dal Toro. Ha fatto un certo effetto vedere Adams correre sotto la Curva Maratona, per festeggiare un gol come nei vecchi derby. Fino al sessantesimo, era fallito il piano tattico di D'Aversa, e cioè aspettare la Juve, e colpire di rimessa. Almeno 7 le occasioni concesse agli avversari, con una ventina di minuti di crisi di Coco, nei riguardi di Boga. Troppo fragile il centrocampo, composto da Ilkan e Gineitis, e almeno vigorosa la spinta, da parte di Pedersen e di Obrador. Poi, quando tutto sembrava perduto, il Toro si è rammentato di giocare un derby, esprimendo la massima ferocia. Determinanti le qualità, come saltatore, di Casadei, e sulle fasce di Nkunku e Njie, in grado di mettere in imbarazzo gli avversari.

Passiamo alla Juve. Serata surreale per un tifoso ferito gravemente; per la rimonta da 2-0 a 2-2 del Toro; e per la squalificazione... ho detto proprio "squalificazione" in Europa League. La constatazione più amara è stata, anche ieri sera, pensare a cosa sarebbe stato, e cosa sarebbe cambiato, con Vlahovic in campo. Vlahovic, invece, infortunato per troppo tempo, e autore, ieri sera, di una doppietta. Per un'ora, il dominio bianconero è stato netto, anche se non spettacolare. La squadra, evidentemente, si è addormentata sugli allori. I cambi di Vlahovic, di Conseicao e Thuram sono parsi, francamente, discutibili, e, nel finale, la grinta granata è stata superiore. La Juve, fino a poche settimane fa, sembrava avere spiccato il volo, ma non si può pareggiare con il Verona, e perdere contro la Fiorentina: errori imperdonabili. E adesso, senza i 60-70 milioni della Champions League, si può anche discutere Monsieur Comolli.

18-5-2026
Carlo Nesti: "Fiorentina di testa, Juve fuori di testa"

La scheda di Juve-Fiorentina, dal punto di vista bianconero, in quattro parti.

1 - Mezzogiorno di fuoco: le fiamme bruciano la qualificazione alla Champions League, e come minimo 60-70 milioni. La Fiorentina è libera di testa. La Juve è fuori di testa, schiacciata, evidentemente, sul piano psicologico, dalla posta in palio. Nel primo tempo, i viola giocano meglio. Nel secondo tempo, si gioca ad una porta sola, quella di De Gea, con 18 tiri della Juve, e 180 passaggi nella metà campo avversaria, ma non basta.

2 - La difesa. Di Gregorio, da quando sa di essere ceduto, non è più lui. Aveva già commesso degli errori, durante la stagione. Ne commette uno grave anche oggi, e cioè quel gol di Ndour sul suo palo. Cambiaso, senza i ripiegamenti di Yildiz davanti a lui, si trova 1 contro 2, perché, su quella fascia, imperversano Dodò e Parisi. Quest'ultimo è martellante, fino a quando non si infortuna.

3 - Il centrocampo. Ennesimo tentativo a vuoto di dimostrare che Koopmeiners è un mediano da Juve. Non lo è. Così, quando la squadra perde palla, e rimane solo la sentinella Locatelli, si aprono le praterie. McKennie è un giocatore che ha vissuto un periodo di grande forma. Ma non gli si può chiedere di essere sempre un fenomeno, perché, comunque, è un giocatore, che ha dei limiti.

4 - L'attacco. Conceicao migliore in campo, imprevedibile e imprendibile. Secondo me, non merita di essere sostituito al sessantanovesimo, perché ha ancora energie. Vlahovic, cancellato da Pongracic, e incapace di trovare spazi, così come conclusioni. Yildiz, da molto tempo, impiegato in condizioni precarie. Ma perché? Perché non c'è nessuno migliore di lui alle sue spalle.

10-5-2026
Carlo Nesti: "L'importanza di Vlahovic, unico uomo--gol"

La mia scheda di Lecce-Juve, dal punto di vista bianconero, in 4 parti.

1 - Dimostrare responsabilità, e reggere la pressione, erano fondamentali in una partita di questo genere. Segnare poi, oltretutto, dopo 12 secondi, ha liberato la Juve da un fardello di ansia e di tensione. Ora la Juve, e non è poco, ha 4 punti in più rispetto alla quinta.

2 - La partita ha messo a nudo un grande rimpianto. Cosa sarebbe stato il campionato bianconero con Vlahovic? É mancato, infatti, proprio quando la formazione stava cambiando pelle, diventando più offensiva. E quindi annullava il difetto, direi storico, perché riguarda sia quest'anno che l'anno scorso, di non servire adeguatamente il centravanti. Qui non parliamo, per decoro, di David e di Openda.

3 - Spalletti, negli spogliatoi, ha confermato la sua obiettività, e anche la sua severità di giudizio. Ha detto che la Juve è stata prima dominante, e poi superficiale. Ha aggiunto che mancano fasce cattive, come quella di Vlahovic, e non è la prima volta che l'allenatore parla di infantilismo della squadra.

4 - É la quarta volta, in cui la porta della squadra rimane inviolata in trasferta. A Spalletti piace, essere definito non giochista, ma equilibrista, e in effetti ieri la Juve è stata un po' più coperta, con Locatelli interditore, con Koopmaners finalmente convincente, e con McKenny pronto ad arretrare dalla posizione di trequartista centrale a quella di centrocampista aggiunto.

In conclusione, l'equilibrio è la chiave di qualsiasi squadra, e purtroppo è stata sicuramente una carenza della rosa della Juve, in questa stagione, perché oltre a Locatelli e Thuram, per molto tempo, non si è vista un'alternativa. Adesso la carte in più può essere, seppur a fine stagione, Koopemainers, "miracolato".

4-5-2026
Carlo Nesti: "La solita Juve generosa ma sprecona"

La mia scheda di Juve-Verona, dal punto di vista bianconero, in quattro parti.

1 - Giusto recriminare sulla grande occasione persa. Ma quante volte abbiamo visto questa stessa Juve di Spalletti? Intendo dire una squadra offensiva, spettacolare, ma in grado di raccogliere l'1% di ciò che ha seminato. 76% di possesso palla, 29 tiri, 7 nello specchio della porta, e 2 pali. Il malocchio.

2 - Inevitabile che il gol, non alla portata di David, sia arrivato da parte dell'unico numero nove, ho detto nove, non nueve, della rosa, e cioè il rientrante Vlahović, dopo 180 giorni. Io, però, avrei visto bene, all'inizio del secondo tempo, a destra Conceicao, al centro Yildiz al dietro a Vlahović, e a sinistra Boga. Poi, durante il secondo tempo, lo sfortunato Zhegrova.

3 - L'Oscar della fantasia delle ultime settimane spetta a Conceicao, che si è acceso proprio quando necessitava, e cioè nel momento in cui doveva rifiatare Yildiz. Incontenibile anche questa volta per gli avversari, grazie a tutto il repertorio che ha saputo sfoggiare: dribbling, cross e tiro. Gli manca soltanto il gol.

4 - La rete del tenacissimo e generosissimo Verona è arrivata in circostanze rocambolesche. Locatelli cade in area, ed è, di per sé, un episodio dubbio, ma l'arbitro lo ammonisce per simulazione. Capovolgimento di fronte, e maledetta costruzione bassa. Passaggio sbagliato di Bremer (Spalletti: "Bremer e Kelly concedono qualcosa"), e palla prendibile, onestamente, per Di Gregorio.

Per quello che ho visto, nonostante le tante occasioni mancate, a me pare una Juve in condizioni fisiche buone, in rapporto al finale di campionato. Anche se è chiaro, che una vittoria avrebbe cambiato di parecchio la situazione. Quindi, con un Vlahović in più (fondamentale il suo rientro), resto, in ogni caso,

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