Argentina, Scaloni: "Favoritismo? Non esiste. Con il Var è molto più difficile riceverne"
Lionel Scaloni, allenatore dell'Argentina, ha parlato prima della sfida contro la Svizzera di domani. "Già nell'86 si diceva che ricevessimo un trattamento di favore. Quindi non è una novità... Da che ho memoria, l'Argentina è sempre stata al centro dell'attenzione nel torneo. In un certo senso, sfruttiamo questo aspetto per far capire ai giocatori che c'è chi non vuole che l'Argentina vinca; è normale, succede anche per altre nazionali. Forse c'è un po' più di gente che non vuole che vinciamo *noi*, e ne siamo consapevoli. I giocatori lo percepiscono. Lo usiamo come stimolo, una sorta di sfida per motivarli a giocare ancora meglio. Con il VAR è molto difficile ricevere aiuti, di questi tempi e non c'è spazio per doppie interpretazioni".
Repetita iuvant
"non c'è alcun favoritismo, è alimentato soprattutto dai social media e oggi qualsiasi piccola cosa viene ingigantita. L'idea di ricevere aiuti non esiste. Allo stato attuale del calcio, con tutta la tecnologia coinvolta, è impossibile. In fin dei conti, le regole ci sono e sono chiare. È più una questione di percezione che di realtà
"Verso la fine del Mondiale, le partite dovrebbero essere più distanziate. Non mi stancherò mai di dirlo. Credo che dovrebbe essere così. Eppure, è proprio in quel momento che si riposa meno. Per fortuna abbiamo viaggiato meno di molte altre squadre. Se ci fossimo classificati secondi nel girone, avremmo girato tutti gli Stati Uniti – da est a ovest, da nord a sud – o magari anche il Canada... L'altro giorno, durante un viaggio di due ore, abbiamo avuto un problema con il materiale: un baule pesava più di un altro, siamo rimasti bloccati in aeroporto un'ora in più e siamo arrivati solo alle 4 o alle 5 del mattino. Si dice che una volta scesi in campo non conti più nulla... ma conta eccome. Certo che conta. Passi tutto il tempo a viaggiare. Il riposo è fondamentale".






