Caso Artan, Infantino: "Non possiamo imporre la nostra volontà alle forze dell'ordine"
Nel corso della conferenza stampa alla vigilia dell'inizio dei Mondiali, Gianni Infantino si è espresso sulla situazione legata ad Abdulkadir Artan. L'arbitro somalo si è visto negare il visto una volta atterrato negli Stati Uniti.
Le parole di Infantino sul caso Artan
"È un peccato quello che è successo all'arbitro somalo. Ripeto, non possiamo controllare tutto. Ci proviamo, ne discuteremo, parleremo, vedremo. A volte è bene calmarsi, rilassarsi, lavorare su tutto, cercare di risolvere tutto. A volte mettersi subito a urlare e strepitare ha l'effetto opposto a quello di trovare una soluzione. Credetemi, cerchiamo sempre di trovare soluzioni. Ma dobbiamo rispettare il fatto che non siamo i re del mondo, incapaci di governare o di imporre la nostra volontà alle forze dell'ordine. Siamo un'organizzazione sportiva".
Le motivazioni degli USA
Andrew Giuliani, responsabile della task force incaricata dell’organizzazione del torneo, ha giustificato pubblicamente sia il respingimento di Artan sia il rifiuto dei visti a diversi membri dello staff della nazionale iraniana, sostenendo che le misure siano state prese per motivi di sicurezza. Intervenendo a un incontro organizzato a Washington, Giuliani ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno già accolto senza particolari problemi la quasi totalità delle delegazioni qualificate al Mondiale. "Finora 35 squadre sono entrate negli Stati Uniti. Nessun giocatore e nessun allenatore è stato escluso dall’ingresso nel Paese", ha dichiarato. Diversa, però, la situazione per alcuni dirigenti e funzionari. "Ci sono stati responsabili ai quali è stato negato l’accesso, e per buone ragioni", ha aggiunto Giuliani, spiegando che le autorità americane intendono evitare che "soggetti potenzialmente pericolosi possano entrare nel Paese sfruttando la Coppa del Mondo come copertura".






