Caso Balogun, FIFA nel mirino: l’inchiesta di Politico fa luce sulle pressioni dalla Casa Bianca
Il caso di Folarin Balogun continua a far discutere e ormai si è trasformato in una vicenda dalle forti implicazioni politiche e istituzionali. Secondo un’inchiesta del media americano Politico, la decisione della FIFA di annullare la squalifica per il cartellino rosso ricevuto dall’attaccante sarebbe stata influenzata da pressioni provenienti direttamente dalla Casa Bianca.
Balogun era stato espulso durante la partita contro la Bosnia-Erzegovina per un intervento duro su Tarik Muharemovic, ma la sua squalifica è stata successivamente sospesa alla vigilia dell’ottavo di finale contro il Belgio, permettendogli così di rientrare a disposizione degli Stati Uniti. Secondo Politico, tutto sarebbe iniziato dopo una telefonata del presidente americano Donald Trump al presidente Gianni Infantino, avvenuta per chiedere chiarimenti sulla sanzione. Trump sarebbe stato informato del caso da Andrew Giuliani, figura legata al comitato organizzatore del Mondiale e vicino alla Casa Bianca.
Da quel momento si sarebbe attivata una rete di contatti tra funzionari governativi, dirigenti sportivi e legali, con il coinvolgimento anche del segretario al Commercio Howard Lutnick. Il dossier, secondo l’inchiesta, avrebbe dato vita a pressioni diplomatiche e analisi legali coordinate tra Washington e Zurigo. Nel frattempo, alcuni collaboratori vicini all’amministrazione americana avrebbero persino esaminato il passato dell’arbitro Raphael Claus, che aveva estratto il cartellino rosso, cercando eventuali precedenti controversi da utilizzare a supporto del ricorso.
La FIFA, dal canto suo, sostiene che la decisione sia stata presa da una commissione indipendente, senza interferenze esterne, pur facendo riferimento a una norma regolamentare considerata poco chiara e non avendo pubblicato alcun rapporto dettagliato sulle motivazioni della scelta. Il caso potrebbe costituire un precedente "pericoloso" e rischia di provocare scossoni nelle prossime settimane.






