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Giappone, una crescita senza sosta: dal dramma di Doha alla sfida alla pari con il Brasile

Giappone, una crescita senza sosta: dal dramma di Doha alla sfida alla pari con il Brasile TUTTOmercatoWEB
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Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 22:08Mondiali 2026
Dalla prima qualificazione ai Mondiali nel 1998 fino alla grande prova contro il Brasile nel 2026: così il Giappone è diventato una realtà del calcio mondiale

Una sconfitta durissima per il Giappone, ma che certifica la crescita esponenziale del movimento calcistico nipponico degli ultimi decenni. Dalla mancata qualificazione al Mondiale del 1994 negli Stati Uniti fino ad arrivare ad oggi, all'eliminazione per mano del Brasile in pieno recupero dopo una grande gara contro una delle nazionali più titolate al mondo.

L'agonia di Doha

Facciamo un passo indietro, è il 1993 e il Giappone è una nazionale in rampa di lancio che sogna la prima qualificazione al mondiale. La formazione nipponica, con l'attuale CT Hajime Moriyasu in campo, a Doha si gioca la storica qualificazione contro l'Iraq. Sembrava fatta, ma il pareggio dell'Iraq nei minuti finali spense i sogni di gloria del Giappone in quella che ancora oggi è definita l'agonia di Doha.

La prima volta in Francia

L'esordio arriva in Francia 1998, la prima storica qualificazione dei Samurai Blu. L'impatto con il calcio mondiale è duro: tre sconfitte in altrettante partite contro Argentina, Croazia e Giamaica, ma anche il primo gol nella storia del Giappone ai Mondiali, firmato da Masashi Nakayama.

Il Mondiale in casa nel 2002

Quattro anni più tardi, nel 2002, il Mondiale organizzato in casa insieme alla Corea del Sud segna il primo grande salto di qualità. Il Giappone supera per la prima volta la fase a gironi grazie ai successi contro Russia e Tunisia e si qualifica agli ottavi di finale, dove viene eliminato dalla Turchia. È il miglior risultato della sua storia fino a quel momento.

Alti e bassi fino al 2019

L'entusiasmo si interrompe nel 2006 in Germania. La nazionale nipponica non riesce a ripetersi, raccoglie un solo punto nel girone e viene eliminata al primo turno, pagando il divario con le grandi europee e sudamericane.
La risposta arriva nel 2010 in Sudafrica. Contro ogni pronostico il Giappone centra nuovamente gli ottavi di finale grazie alle vittorie su Camerun e Danimarca. L'eliminazione arriva soltanto ai calci di rigore contro il Paraguay, a conferma di una squadra ormai stabilmente competitiva anche lontano dall'Asia. Le aspettative sono alte anche nel 2014 in Brasile, ma il torneo si rivela una delusione: un solo punto nel girone e nuova eliminazione al primo turno.

La maledizione del primo turno ad eliminazione diretta


Il vero cambio di passo arriva nel 2018 in Russia. Il Giappone supera ancora la fase a gironi, diventando la prima nazionale asiatica a battere una squadra sudamericana ai Mondiali grazie al successo sulla Colombia. Agli ottavi sfiora un'impresa storica contro il Belgio: avanti 2-0, subisce la rimonta fino al 3-2 nei minuti finali, uscendo tra gli applausi.

Nel 2022 in Qatar la crescita prosegue. I Samurai Blu sorprendono il mondo battendo sia la Germania sia la Spagna e chiudono il girone al primo posto. Agli ottavi, però, il tabù si ripresenta: contro la Croazia il Giappone viene eliminato ai calci di rigore, fermandosi ancora una volta a un passo dai quarti di finale.

Arriviamo ad oggi, con la sconfitta in pieno recupero contro il Brasile ai sedicesimi di finale del Mondiale americano. Ancora una volta dopo un ottimo girone, ancora una volta dopo una grande partita. Una sconfitta che fa malissimo, ma che certifica il livello raggiunto dal Giappone in questi ultimi anni.

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