La scelta più discussa di Rudi Garcia: Godts fuori ma ha numeri migliori di tutti gli attaccanti
La mancata convocazione di Mika Godts da parte del Belgio per il Mondiale, nonostante una stagione chiusa con 17 gol e 14 assist, rischia di trasformarsi in una delle decisioni più controverse. Più che una semplice esclusione, sembra il simbolo di una scelta precisa: privilegiare gerarchie e nomi consolidati rispetto a un giocatore che avrebbe potuto essere molto più incisivo.
Il paradosso è evidente. L'attaccante dell'Ajax resterà a casa, mentre il reparto offensivo di Rudi Garcia continuerà ad affidarsi a profili dal rendimento altalenante. Romelu Lukaku, pur centrale nel progetto tecnico, arriva al torneo dopo una stagione condizionata da problemi fisici e da alcune "incomprensioni" con il Napoli. Eppure resta il punto di riferimento assoluto, quasi insostituibile per status più che per condizione.
Accanto a lui, però, anche le alternative non convincono fino in fondo. Diego Moreira, con 4 gol e 7 assist, ha mostrato sprazzi di talento nello Strasburgo ma senza incidere con continuità. Charles De Ketelaere, fermo a 5 gol e 7 assist, ha vissuto la sua peggior annata in maglia atalantina. E Dodi Lukebakio non ha mai realmente trovato quella costanza necessaria per diventare una certezza internazionale, oltre a non essere titolare nel Benfica.
In questo quadro, l’assenza di Godts pesa soprattutto per ciò che rappresenta in termini di alternative. Non solo numeri (superiori anche a quelli di Trossard e Doku, seppur in un contesto diverso), ma anche caratteristiche: profondità, capacità di attaccare lo spazio, imprevedibilità tra le linee. Elementi che avrebbero potuto rendere il Belgio più flessibile e, soprattutto, più incisivo in fase offensiva. Il problema, quindi, non è soltanto chi è stato convocato, ma il tipo di attacco scelto: un reparto che appare ancora legato a soluzioni tradizionali, poco dinamiche e non sempre in linea con le esigenze del calcio moderno.










