Ronaldo Vieira: "Nel 2019 non sentii gli insulti razzisti. Anno scorso ho aiutato Akinsanmiro"
Ronaldo Vieira oggi è il capitano dei San Jose Earthquakes, ma, oltre al Portogallo e l'Inghilterra, c'è stata anche l'Italia nel suo passato. Intervistato da SportMediaset, ha parlato così della MLS: "Il livello è da prime posizioni della Serie B italiana, mentre le migliori squadre potrebbero stare a metà classifica in A. Sul piano tattico c’è ancora abbastanza differenza, ma nel giro di due anni migliorerà tutto. Oltre ai veterani, le società acquistano giovani forti e vogliono sincronizzare il calendario stagionale con l’Europa. Gli investimenti non mancano, sarà tra le leghe top".
Il calcio però non si vive come in Europa.
"È ancora al quarto o quinto posto. Un giocatore vive tutto in modo più tranquillo, spesso non ti riconoscono nemmeno quando giri in città e non è un problema uscire dopo una sconfitta".
Com'è che si lasciò con la Sampdoria?
"Non sono soddisfatto di come è finita la mia avventura lì. I primi anni sono andati benissimo, invece nell’ultimo periodo l’atmosfera era pesante, per me ancora di più per questioni di contratto. arò sempre grato al club: arrivai bambino e ho salutato da uomo. Ho esultato in tv per la salvezza".
Ha avuto a che fare con Ranieri.
"Faceva la differenza sul piano umano. È importante perché quando sei in campo e la tattica non funziona, ti guardi negli occhi con i compagni e lotti per il mister. Quando non giocavo tanto, gli chiesi in cosa potessi migliorare. Mi rispose: ‘Devi sorridere di più’. Quelle parole mi entrarono nel cuore".
Nel 2019 i tifosi della Roma la insultarono con epiteti razzisti.
"L’arbitro mi chiese come stessi, ma io non avevo sentito niente. Dopo la partita mi spiegarono, fu tutto più chiaro e ci rimasi male. Però quell’episodio mi fece anche crescere e quando accadde di nuovo nel 2025 con Akinsanmiro a Brescia, ebbi la forza di andare da lui e dirgli di ignorare quegli incivili".











