Senegal, è caos dopo l'eliminazione dai Mondiali: i retroscena dell'addio del CT Thiaw
L'eliminazione del Senegal ai sedicesimi di finale dei Mondiali contro il Belgio fa ancora parlare nel Paese africano. Dopo il licenziamento del commissario tecnico Pape Thiaw e del suo staff, il presidente della Federazione calcistica senegalese, Abdoulaye Fall, ha tenuto una lunga conferenza stampa per fare chiarezza sulle numerose polemiche che hanno accompagnato la spedizione dei Leoni della Teranga, tra accuse di cattiva gestione e indiscrezioni emerse nelle ultime settimane.
Dal caso dello chef al contratto firmato durante il torneo
Fall ha innanzitutto respinto le accuse relative a un presunto caso di molestie sessuali che avrebbe coinvolto uno chef della delegazione: "Non abbiamo ricevuto alcuna denuncia formale né rapporti della polizia americana. Per noi la questione è chiusa". Il presidente della FSF ha poi affrontato il delicato tema del contratto di Pape Thiaw, confermando che l'accordo è stato firmato soltanto durante il Mondiale. "Prima della seconda partita contro la Norvegia mi è stato detto che non avrebbe guidato la squadra senza contratto. L'ho firmato perché la nazionale viene prima di tutto", ha spiegato.
"C'erano divergenze su stipendio, bonus e obiettivi"
Fall ha inoltre ricostruito i mesi di trattative con l'ormai ex ct, rivelando divergenze su ingaggio, premi e clausole contrattuali. "Ci chiedeva condizioni che non potevamo accettare, comprese alcune relative agli aspetti fiscali personali", ha affermato. Il numero uno della federazione ha infine svelato anche tensioni sul piano tecnico: "Venivo a conoscenza della formazione soltanto allo stadio, una situazione che ritenevo inaccettabile". Dichiarazioni destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito in Senegal, dove resta ancora da individuare il nuovo commissario tecnico della nazionale.






