Nel 1946 nasce la Schedina Sisal. Due anni dopo acquistata dal Governo: Totocalcio
Il 5 maggio del 1946 nasceva la Schedina Sisal. Un paese in bianco e nero, uscito dalla guerra, che stava per scegliere fra Monarchia e Repubblica. Per decenni nei bar e nelle ricevitorie di tutta Italia, molti sognavano di fare tredici. Perché la schedina è l'antenato del Totocalcio, con un foglietto di carta che poteva cambiare la vita a molti.
L'intuizione fu di Massimo Della Pergola, giornalista sportivo triestino della Gazzetta, finito in un campo di prigionia in Svizzera in quanto ebreo. Fu lì, sdraiato su una branda, che sviluppò l'idea di un passatempo popolare capace di finanziare la rinascita dello sport italiano. Insieme ai colleghi Fabio Jegher e Geo Molo fondò la SISAL - Sport Italia Società A responsabilità Limitata: solo 34 mila le giocate alla prima.
Giocare una colonna costava 30 lire, il prezzo di un bicchiere di Vermouth. Il primo vincitore fu Emilio Blasetti, che incassò 463.846 lire grazie a una successione di sei X di fila. Il successo fu travolgente e venne comprato dal Governo: nel 1948 nazionalizzò la schedina, ribattezzata Totocalcio, e per finanziare i Giochi di Londra il prezzo della colonna salì a 50 lire, con la prima vincita a 9 cifre: 104 milioni a Prato.
Fino agli anni novanta fu un fenomeno sociale, dai superpremi iniziò il declino: la moltiplicazione dei concorsi, i montepremi astronomici del Superenalotto, la legalizzazione delle scommesse sportive, i Gratta e Vinci e infine Internet svuotarono le ricevitorie. Ottant'anni dopo, la schedina sopravvive come reliquia di un'epoca irripetibile. Oggi la Schedina compie 80 anni.











