Taye Taiwo, la meteora milanista. Doveva essere il grande colpo sulla fascia
Taye Taiwo è stato uno dei bidoni più incredibili della storia della Serie A. Arrivato a parametro zero dall'Olympique Marsiglia, dove di fatto era un titolare fisso e faceva gola a tantissimi club di primissima fascia, in Italia ha giocato pochissimo, con una continuità desolante: male praticamente sempre, tanto da finire subito in prestito dopo pochissimi mesi al Queens Park Rangers e poi, per disperazione, messo da parte.
Nel giorno della presentazione alla Dinamo Kiev, nel 2012, dirà. "Trasferirmi al Milan era un sogno, ma a dire il vero non ho mai avuto la possibilità di dimostrare di cosa sono capace, ma questa è la vita. So che il Milan è un grande club, ma non sono un giocatore che si accontenta di stare seduto a intascare lo stipendio senza giocare. Ho scelto di venire alla Dinamo Kiev per l'opportunità di giocare in Champions League e anche per vivere una nuova esperienza. Era molto importante considerare la mia carriera in nazionale e ho preso questa decisione tenendo conto di questo".
In realtà nemmeno gli ucraini, nonostante un discreto anno, decideranno di acquistarlo. Lo farà il Bursaspor, senza però riuscire a rivitalizzargli la carriera che poi finirà nei campionati minori, fra Finlandia e avventure in Serie D durate un lampo. L'ultimo avvistamento è stato con Robert Pires per la sfida fra Sanremese e Derthona, ospite di Karembeu. Oggi Taye Taiwo compie 41 anni.











