Allegri: “Conta arrivare bene a marzo”. Anche a maggio: in primavera il suo Milan le ha perse (quasi) tutte
“Dobbiamo costruire le basi per arrivare a marzo, come dico sempre, è lì che si decidono le stagioni”. Massimiliano Allegri, nelle sue prime dichiarazioni da allenatore del Napoli, ha ribadito un suo mantra: l’obiettivo dell’allenatore è fare in modo che la squadra sia in corsa, e in forma, nel momento clou del campionato. È allora che si deve provare a vincerlo, o quantomeno a centrare altri obiettivi in linea con le richieste del club.
Una filosofia che stona rispetto a un altro passaggio della conferenza stampa di oggi, nella quale Allegri ha ricordato l’ultimo campionato alla guida del Milan, concluso senza raggiungere la qualificazione alla Champions League: “La cosa buffa, ma il calcio è così, è che siamo stati tra le prime tre dalla seconda alla 37esima giornata, e fuori solo alla prima e all’ultima. Però è l’ultima quella che conta”. Ecco, appunto, l’altro mantra allegriano: conta il risultato. Magari non a scapito del gioco espresso, ma senza dubbio in misura maggiore.
Quanto al calendario della stagione, del Napoli e non solo, viene da migliorare il Max-pensiero suggerendo che, in fin dei conti, l’importante è dove sei a maggio. Proprio l’ultima avventura rossonera insegna: che ci sia arrivato in forma o meno, il Milan fino a inizio marzo aveva perso appena due partite sulle 27 giornate di campionato. Da lì in poi, profondo (rosso)nero: la squadra di Allegri ha perso sei delle ultime undici gare disputate in Serie A. Un tracollo che l’ha spedita lontana dall’Europa che conta.






