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Ascesa e caduta delle Eagles: la Fiorentina alle prese col paradosso Crystal Palace

Ascesa e caduta delle Eagles: la Fiorentina alle prese col paradosso Crystal Palace
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 10:03Serie A
Francesco Benvenuti

La Fiorentina riaccende i propri riflettori sulla Conference League in vista dell’insidiosa trasferta di questa sera a Selhurst Park. Il Crystal Palace si presenta però ai quarti di finale come un rebus di difficile interpretazione: se da un lato i recentissimi successi ne fanno una rivale più che pericolosa, dall'altro l’annata vissuta dai londinesi è stata fin qui tanto altalenante quanto contrastante. La squadra di Oliver Glasner ha infatti realizzato un exploit senza precedenti tra il maggio e l’agosto del 2025, sollevando prima una storica FA Cup dopo aver piegato Aston Villa e Manchester City, e poi il Community Shield ai danni del Liverpool. Questi due titoli, i primi in oltre un secolo di storia, hanno inevitabilmente gonfiato le aspettative intorno al club, che però ha dovuto fare i conti con un presente meno brillante del previsto e segnato dalla "retrocessione" d’ufficio in Conference per il caso multiproprietà con il Lione, oltre che da un mercato che ha visto partire pezzi pregiati come Eze e Guehi (dopo Olise nel 2024), scatenando non pochi malumori nel tecnico Glasner.

Lo shock in FA Cup
Il percorso stagionale delle Eagles è stato poi a dir poco a ostacoli. In Premier, dopo un inizio incoraggiante, tra dicembre e gennaio il Palace ha raccolto appena tre punti in nove gare, e oggi si trova al 14esimo posto con 39 punti. Il punto più basso della stagione è arrivato il 10 gennaio scorso, quando, da detentore del trofeo, è stato eliminato dalla FA Cup dal Macclesfield, formazione di sesta divisione allenata da John Rooney, fratello di Wayne. In questo clima d'incertezza si inserisce anche la situazione di Glasner, artefice dei trionfi del Palace e già vincitore dell'Europa League con l'Eintracht, che ha già ufficializzato il suo addio a fine stagione.

I magnifici...15
Eppure, nonostante le crepe, il valore assoluto del Crystal Palace resta significativo. La profondità della rosa è certificata dal fatto che, nell'ultima sosta, il club ha concesso ben quindici giocatori alle varie nazionali maggiori, un numero superato nei top-5 campionati europei solo da giganti come Manchester City e PSG. Nell’applicazione del 3-4-2-1 di Glasner il Palace non predilige il possesso palla insistito ma fa dell’aggressività difensiva e della solidità i propri punti di forza, per poi scatenarsi sulle corsie - presiedute da Munoz (o Johnson) e Mitchell e dai due trequartisti poco più avanti - in ripartenza. Il riferimento difensivo è Maxence Lacroix, fresco di convocazione con la Francia, mentre il leader in mezzo al campo è Adam Wharton: il classe 2004, dal 2024 nel giro della Nazionale inglese, è sul taccuino di tutte le big d’Inghilterra. Sulla trequarti il grande protagonista della stagione delle Eagles è stato fin qui Ismaila Sarr, autore di 15 gol in tutte le competizioni. Stante la squalifica di Strand Larsen e il nuovo infortunio di Nketiah, in attacco occhi puntati su Jean-Philippe Mateta: il francese, a un passo dal trasferimento al Milan a gennaio, è stato indisponibile per otto gare ed è tornato a disposizione di Glasner il 12 marzo.

L'ultimo giro di giostra
A complicare ulteriormente la lettura della sfida c'è l'anomalia del calendario: le Eagles non giocano una partita ufficiale dal 19 marzo, un riposo forzato di quasi tre settimane che rappresenta l'ennesima peculiarità dell’annata vissuta nel sud di Londra. Per il Crystal Palace, che nella propria storia europea può vantare solo una fugace apparizione nell’Intertoto 1998-99, la Conference rappresenta insomma la migliore occasione per chiudere in modo straordinario l'era Glasner e un ciclo tecnico non solo irripetibile, ma, forse, persino troppo bello per poter essere davvero duraturo.

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