Beretta racconta il suo Manninger di Siena: "Scoppiò a ridere quando Ficagna lo imitò"
Il dolore è ancora troppo forte per essere razionalizzato. Mario Beretta fatica a trovare le parole dopo la scomparsa di Alex Manninger, con cui aveva condiviso quasi due stagioni al Siena e un rapporto rimasto vivo nel tempo. L'ex allenatore bianconero ha raccontato il suo Manninger in un'intervista a Tuttosport.
Il legame tra i due non si era mai interrotto, nemmeno dopo il ritiro del portiere: “Ci siamo visti quest’estate a Salisburgo, aveva prenotato lui l’hotel. Siamo sempre rimasti in contatto, per questo la notizia è stata una mazzata tremenda. Alex era un professionista esemplare: tutto doveva essere perfetto, era uno di quelli che parlano poco ma fanno tanto. Un esempio per tutti, senza bisogno di ostentare”.
Beretta ne ricorda anche il lato umano, fatto di momenti semplici ma indelebili: “Durante un ritiro in Liguria con il Siena, Ficagna imitava tutti e faceva ridere lo spogliatoio. Quando prese in giro Alex per il modo in cui sistemava la barriera, con quell’accento austriaco marcato, lui scoppiò a ridere. Era uno che sapeva stare al gioco”.
E poi il ricordo più profondo: “Dopo il ritiro voleva solo vivere con la sua famiglia, la moglie e i figli piccoli. Questa tragedia è devastante. Penso a loro, che hanno perso un marito e un padre straordinario. Alex era una testa dura, non regalava nulla a nessuno: lo dimostrano anche episodi come il rigore parato a Marco Materazzi nel 2008. Ma soprattutto era una persona vera, e così voglio ricordarlo”.











