Fiorentina, in attesa di capire il futuro di Vanoli il Franchi ha scelto: vuole Sarri. E Paratici...
Come in una volata di una tappa di montagna, la Fiorentina si è alzata sui pedali, ha tirato la volata e adesso vede il traguardo salvezza. La testa nel carro armato è stata messa, la guerra è quasi finita e adesso la dirigenza gigliata può pensare al futuro e alle mosse sul fronte allenatore, visto che il futuro di Paolo Vanoli resta tutto da scrivere. In questo senso uno dei favoriti - soprattutto per la piazza - è proprio Maurizio Sarri.
Il Franchi lo ha scelto
Se in passato in più di occasione il pubblico di Firenze non si è sempre dimostrato piuttosto morbido con gli avversari, non mancando di diversi battibecchi dietro la panchina con diversi allenatori (e spesso anche della Fiorentina stessa), questa volta un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso dell’allenatore della Lazio in campo. Il Franchi ha scelto Sarri, e lui ha ricambiato salutando e ricambiando l’applauso. Un momento a cui sono seguite delle belle parole spese dal tecnico toscano in conferenza stampa: “L’applauso mi emozionato. Devo dire che nell’anno in cui sono stato fermo questo pubblico è quello che più di tutti mi è stato vicino. Anche se forse non avrò mai la fortuna di allenare la Fiorentina.
Pace fatta con Paratici?
Parole di circostanza o indispensabile rassegnazione? Solo i prossimi mesi potranno dircelo. Nel frattempo quello che sembrava lo scoglio principale a questo ‘matrimonio’ dei sogni, un rapporto non particolarmente idilliaco con il ds Paratici, sembra superato. L’ex dirigente della Juventus, negli ultimi giorni, non ha mai perso occasione per elogiare il lavoro fatto da Sarri nella stagione in bianconero, ribadito anche a Dazn nel pre partita: “Ho già ricordato che invece abbiamo vinto uno scudetto, abbiamo perso una finale di Coppa Italia ai rigori e una finale di Supercoppa. Il suo bilancio alla Juventus è stato eccezionale”. Lo stesso Sarri ha voluto rispondergli in conferenza: “Negli ultimi tempi i rapporti erano più tesi ma mi fanno piacere le sue piacere. Quello scudetto fu sottovalutato perché si pensava che fosse dovuto e invece quella era una squadra a fine ciclo".











