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Genoa, De Rossi elogia il gruppo: "Siamo una squadra di lottatori seri che hanno un cuore"

Genoa, De Rossi elogia il gruppo: "Siamo una squadra di lottatori seri che hanno un cuore"TUTTO mercato WEB
Andrea Piras
venerdì 8 maggio 2026, 14:10Serie A
Andrea Piras
fonte dal centro sportivo "Gianluca Signorini", Genova

13.20 - Seconda trasferta consecutiva per il Genoa. La truppa rossoblù dopo il buon pareggio di Bergamo contro l'Atalanta scenderà in campo domenica pomeriggio contro la Fiorentina di Paolo Vanoli. In vista della sfida del "Franchi", il tecnico Daniele De Rossi incontra i media in conferenza dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com.

13.46 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi.

Come sta la squadra?
"Junior ha finito la stagione, non rientrerà prima della fine del campionato. Norton-Cuffy non sarà della partita, non riesce ad andare senza sentire sintomi. Baldanzi sta bene, si sta allenando con noi da tre-quattro giorni ma non vorrei portarlo. Vorrei dargli più allenamenti veri prima di metterlo in campo visto che la partita è importante ma non decisiva per noi. Voglio che sia al 100% quando rientrerà perché per noi è un giocatore troppo importante. Se fosse una partita decisiva per la salvezza lo avrei fatto giocare dall’inizio".

Ritroverà Vanoli, avete iniziato l’avventura in panchina insieme lei al Genoa e lui alla Fiorentina.
"Paolo è un amico. Anche se poi è sempre stato il mio mister. E’ stato il mio allenatore in seconda con Conte in Nazionale. E’ una persona di cui ho stima. E’ stato bello iniziare insieme, abbiamo trovato due grandi realtà, due belle piazze ed è giusto che queste due piazze stiano in Serie A".

Come si trovano gli stimoli in questo finale di campionato?
"I giocatori devono trovarli da soli gli stimoli. Mi ricordo quando giocai contro la Samp a Genova, io ero reduce dalla pubalgia e nessuno aveva voglia di giocare per gara per paure di infortuni visto che a giugno poi c’era l’Europeo 2004. Anche io al mister dissi che avrei preferito non giocare perché comunque non era la partita della vita. Lui mi rispose: ‘Non è la partita della vita. E’ la partita della Roma’. La partita del Genoa è sempre importante. Un giocatore di calcio forte tira fuori gli stimoli da quello che ha dentro. Facciamo tante partitelle in allenamento. Come possiamo non avere lo stimolo? Se giocassimo solo quando abbiamo paura di fallire sarebbe grave".

Giocherà qualcuno dal primo minuto che ha avuto meno spazio? Mi riferisco per esempio a Zatterstrom.
"Nils giocherà inizio vediamo poi a qualcun altro desiderio mio non mettere troppi giocatori che non hanno giocato insieme".

TMW - Mancano ancora tre giornate alla fine, ma guardandosi indietro come è cresciuto con lei questo gruppo?
"Siamo cresciuti dal punto di vista di quello che cerchiamo noi, sia dal punti di vista dell'interpretazione. In allenamento ci sono giocatori che hanno cambiato il chip come Ekhator. Si allena da grande mentre prima di allenava da giovane aggregato alla prima squadra. Quello che non è migliorata mai è l’intensità dei giocatori perché è stata altissima e al top. Credo che ce l’avessero loro e penso che parte di questa lo porti la piazza così. Lo staff precedente penso che avesse una cultura dal lavoro molto seria perché non trovi una squadra così pronta. L'unica cosa migliorata poi è la classifica. Quello che non è cambiato è il loro attaccamento al Genoa".

Il Genoa è dal 1977 che non vince a Firenze.
"Mettiamo tutto nel minestrone degli stimoli. Sarà ancora più bello vincere anche l’anno prossimo dove i punti conteranno tanto. E’ una cosa singolare, non me l’aspettavo perché comunque recentemente il Genoa ha vinto in casa della Juve per esempio. E’ una cosa in più che dirò ai giocatori ma deve diventare la cornice della prestazione".

E’ la prima partita che giocate da squadra salva aritmeticamente. La salvezza ha fatto scattare rinnovo automatico.
"Ne parliamo da mesi. Non è cambiato una virgola. Siamo salvi da un pezzo ma quando è finita Cremonese-Lazio è caduta un po’ di tensione. E questo è bello. Alleno da poco e vivo, come ogni allenatore, per raggiungere gli obiettivi. Sono state belle le telefonate allo staff. Non deve mai essere un rapporto squilibrato".

Tornando alle scelte di campo, sarà la possibilità di provare la difesa a quattro?
"Come abbiamo giocato contro il Como o col Sassuolo? (Sorride ndr). Se guardate contro Como e Sassuolo nell’80% della partita abbiamo difeso a quattro. Il calcio è molto fluido. A volte scegli di partire con dei giocatori che se vedi il foglio sembra non sia cambiato nulla dal punto di vista tattico. Faremo le scelte in base alla strategia di gara. Penso sia giusto così".

Ekhator più gioca e più migliora.
Tutti i giocatori di calcio più giocano e più migliorano. Questo fa pensare che forse avrei potuto schierarlo prima. Colombo però ha fatto il suo e ci ha trascinato via da quelle posizioni di classifica. Vitinha è un giocatore unico, Ekuban ha quel tipo di esperienza che in certi momenti della partita ti serve. Lui ha avuto spazio. Ne sta avendo di più non perché le partite possono sembrare meno importanti ma perché credo in lui. Non è un premio alla simpatia del ragazzo perché siamo salvi, è un voler vedere cosa sarà questo giocatore in futuro".

Ha sempre detto di aver preso da ogni allenatore che ha avuto partendo da suo padre.
"Io ho preso tanto da mio padre e da tutti gli allenatori che ho avuto. Perché chi è curioso può prendere qualcosa per il futuro. Quello con Luis Enrique è stato l’anno calcistico più importante della mia vita, anche nei rapporti umani. Sono contento dei risultati che ottiene. E’ importante il confronto con il mio staff e ci rendiamo conto che difendere aggressivi come vogliamo fare noi ci porta a snaturare un po’. A volte basterebbe spostarci e metterci un po’ a specchio. Le idee che ho per il futuro vanno in quella direzione: avere giocatori con qualità fisica e tecnica e poi amalgamarli fra di loro in base alle partite che faremo".

Può chiarire la frase "facciamo le fine del sorcio"?
"Quando noi diciamo la fine del sorcio, intendiamo fare una brutta fine. Pensavo fosse chiaro. Quando dico 'noi' non dico noi a Genova ma noi allenatori che in generale siamo costretti ad essere non dico pessimisti ma a pensare al futuro. Perché noi saremo seduti su quella panchina da settembre e fino a gennaio non possiamo modificare la squadra. Trapattoni disse che gli allenatori si dividono in due categorie: chi è stato esonerato e chi sta per essere esonerato".

Sono già rientrati alcuni giocatori che erano in prestito in C.
"Era un peccato perdere tempo. Erano ragazzi che hanno fatto bene in C che vorrei rivedere in ritiro il prossimo anno per poter allungare anche questo percorso di crescita".

Manda un saluto agli Alpini che sono in città per il raduno nazionale?
"Siamo pieni di Alpini (sorride ndr). Non ero al corrente, vedevo le bandierine ma ero concentrato sulla salvezza del Genoa. Li vediamo da qualche giorno, spero che passino un buon weekend e che per Genova sia un’iniziativa importante".

Con la salvezza è scattata il riscatto di Colombo.
Colombo è stato decisivo per la salvezza e per la nostra crescita. E’ l’emblema della nostra salvezza. Mi piace pensare che il primo punto lo abbiamo fatto con quel gol un po’ sporco contro la Fiorentina, sintomo di quanto lui sia un lottatore. Questa è una squadra di lottatori seri che hanno un cuore. Sarà difficile giocare peggio di come abbiamo fatto con la Fiorentina all’andata ma i ragazzi hanno lottato. Poi sono state altre le tappe della nostra salvezza e nessuna partita mi ha fatto pensare di non salvarmi proprio grazie all’atteggiamento di colombo, Frendrup, Ostigard ma è un peccato fare nomi perché tutti hanno lottato come dei guerrieri".

Messias potrebbe rinnovare.
"Parla poco ma quando parla è un riferimento per lo spogliatoio. E’ a 360° il giocatore più forte che abbiamo ma dal punto di vista del fisico è un po’ fragile. Ci ha dato grandissima disponibilità, ogni volta che è stato bene ha spinto. Sono contentissimo di lui e di averlo conosciuto a livello umano".

Tutti i giocatori che comunque potrebbero aver mercato dicono di stare bene qua al Genoa e non voler andare via. Questo entusiasmo che ha creato?
"Non l’ho creato io giuro. Lo avevano già dentro i ragazzi. E non è piaggeria, questo è merito della piazza. Genova è una città fantastica e allo stadio c'è una grande atmosfera quando si entra in campo. Se i calciatori vogliono stare qui è perché sono stimolati per chi fanno questo sport. Genova è diversa un po’ da tutti e quando si sta bene non hai nessun motivo per dire 'ok, scappo'. Se poi non sei felice perché giochi poco o perchè l'allenatore ti fa giocare nella posizione in cui non vuoi allora inizi a pensare alla professione. Non deve essere disperso questo entusiasmo ed è merito della piazza che è diversa da tantissime piazze. Non da tutte perché ci sono piazze calde come Genova, e io ne so qualcosa, ma è un posto speciale".

14.10 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.

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