Il bad boy diventato leader tecnico e carismatico: Mancini-Roma, avanti insieme
Nel luglio del 2022 l'ultimo rinnovo e la Roma, presumibilmente dopo la chiusura del bilancio di fine giugno, definirà il rinnovo di Gianluca Mancini. Il centrale è diventato non solo un pretoriano di Gian Piero Gasperini ma insieme a Bryan Cristante, anche per lui rinnovo in ponte, il riferimento assoluto e il leader dello spogliatoio giallorosso.
Prendere o lasciare, Mancini è un carattere durissimo, un bad boy di quelli vecchio stile, che certo non si pone come Lord oxfordiano nei confronti di avversari e quaterna arbitrale. Ma è anche grazie a questa leadership, a questa enorme personalità, che è riuscito a ritagliarsi sempre più spazio fino a diventare uno dei grandi imprescindibili. Non solo per la Roma ma anche in ottica Nazionale italiana.
Mancini, trent'anni ad aprile, ha giocato 36 partite in questa Serie A, 4 reti e la doppietta al derby come ciliegina su una torta chiamata Champions League. E' un leader a livello di personalità ma non solo, anche tecnico e tattico. Guida i compagni e dirige il gioco, il pressing ed entrambe le fasi. La sintonia con Cristante è a occhi chiusi, quella con Gasperini già affinata nei minimi particolari. Contratto in scadenza nel 2027, a breve sarà tutto ufficiale. Un percorso di carriera e di vita che può chiudersi proprio a Roma.











