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Inter, dalla Champions i soldi che non sono arrivati dal mercato: così cambia (quasi) tutto

Inter, dalla Champions i soldi che non sono arrivati dal mercato: così cambia (quasi) tutto TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
venerdì 21 aprile 2023, 09:25Serie A

Sessanta milioni di euro. Era questa la richiesta della proprietà alla dirigenza dell’Inter, all’inizio della scorsa estate. Un saldo positivo che in viale della Liberazione avevano iniziato con operazioni di maquillage, che contavano di proseguire la cessione multimilionaria di Milan Skriniar e infine di ritoccare entro giugno 2023. Le prime, Casadei e Pinamonti su tutte, sono andate piuttosto bene. La seconda non si è realizzata, culminando in un polemico addio a costo zero. La terza esigenza, che in altre parole comporterebbe la cessione forzata di un big, non è più una necessità così impellente.

Inzaghi porta 32 milioni in più. È la somma degli introiti che piovono nelle casse nerazzurro considerando i passaggi agli ottavi, ai quarti e alla semifinale di Champions League. Cioè gli step che non erano nel preventivo dell’annata, li offre casa Inzaghi. Ci sono da aggiungere gli incassi, che sommando le gare con Porto e Benfica sfiorano i 14 milioni, in preventivo almeno altri 8 per la semifinale di ritorno. Può ancora salire, ovviamente, ma anche così, considerato che i 60 milioni di cui sopra erano già stati intaccati - in positivo - dalle varie cessioni minori e da un alleggerimento de monte ingaggi, già così sono sostanzialmente sufficienti a evitare addii pesanti. Alla lista dei pro e dei contro della stagione del tecnico piacentino vi sarà da aggiungere anche questo.

E adesso? La domanda di fondo è quale proprietà beneficerà di questo mini-risanamento. In attesa di sviluppi, che per la cronaca Zhang ha escluso pubblicamente dopo il Benfica, quella attuale. È credibile che l’operazione alleggerimento del monte ingaggi proseguirà, del resto il modello Napoli insegna che si può coniugare con i risultati sportivi. Il prossimo bilancio potrebbe comportare altre richieste di simil-austerity, ma avere come ultima prospettiva giugno 2024 cambia tutto. Tradotto: almeno un big (Brozovic indiziato numero uno) partirà comunque, ma non ci sarà l’acqua alla gola. E, senza nulla togliere al mercato interista, è soprattutto merito della squadra e di Inzaghi. A patto che conquisti l'accesso alla prossima Champions: paradossalmente, proprio i buoni risultati portati a casa e i soldi di conseguenza entrati in cassa in questa stagione testimoniano quanto sia cruciale.

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