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Hellas, Juric: "Superlega? Il calcio è passione, così va verso il business. Sono contrario"

LIVE TMW - Hellas, Juric: "Superlega? Il calcio è passione, così va verso il business. Sono contrario"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 19 aprile 2021 18:54Serie A
di Luca Chiarini
Diretta scritta su TUTTOmercatoWEB.com. Premi F5 per aggiornare la pagina!

18.15 - Per l'Hellas Verona è di nuovo vigilia di campionato, ad appena due giorni dal k.o. del Ferraris contro la Sampdoria. In vista dell'anticipo del turno infrasettimanale contro la Fiorentina, in programma domani sera al Bentegodi, il tecnico gialloblù Ivan Juric risponderà alle domande dei giornalisti direttamente dalla sede del club. L'inizio della conferenza è previsto per le 18.30: vi proponiamo di seguito, con una diretta scritta, tutte le sue dichiarazioni.

18.27 - Inizia la conferenza stampa.

La Fiorentina attraversa un momento difficile. Come avete preparato la partita? Un commento sulla Superlega?
"Ieri abbiamo fatto scarico, domani faremo i calci piazzati e via, si gioca subito. Vediamo come siamo messi coi recuperi, domani sceglieremo come presentarci. Sull'altra domanda: è veramente un discorso ampio. Secondo me il calcio è un'altra cosa rispetto ad altri sport, è molto più profondo e radicato. Non è come l'NBA, qui parliamo di cultura, di amore e passione. Così va verso il business, puntando verso tifosi di altri paesi, dove questa cultura del tifo non è radicata. Sarebbe un peccato. Dopo il Covid si sono persi dei soldi che magari queste squadre cercano di recuperare".

Aveva espresso perplessità sul futuro prima della Samp, nel post-partita sulla condotta della squadra. Cosa chiede per essere più sereno?
"Essere sereno è la mia morte (ride, ndr). Oggi leggevo un'analisi molto bella, interessante: secondo me in questi due anni si sono fatte le cose perché sono nervoso, maleducato, mi scontro. Se divento bello, sereno, nella comfort zone, si guadagna bene e si vive bene a Verona, perdo le mie caratteristiche. Tutto gira intorno a quello, questo bisogno di crescere, di mettersi in dubbio e di migliorare: questo ti porta avanti. Questa è la mia idea. Speriamo di finire bene, in questi due anni si sono fatte cose bellissime con la voglia, con i litigi e gli scontri".

A Genova non avete avuto grande tensione, grande rabbia...
"Nel primo tempo abbiamo fatto proprio bene, ho visto il calcio che voglio io, con pressing alto, ripartenze veloci. Abbiamo fatto tutto e bene, una sensazione di calcio che io voglio fare, che vogliamo fare tutti. Nel secondo tempo, al di là della qualità perché sono entrati giocatori forti, condivido il fatto che ci sia stata un po' di paura. Questo un po' mi è dispiaciuto, perché l'espressione di gioco nel primo tempo è stata di livello molto alto. Hanno buttato via una grande occasione, perché abbiamo dominato nel primo tempo. Penso che i miei giocatori siano consapevoli di questa cosa, magari c'è stata un po' di superficialità, dici 'la chiudo', lasci correre certi situazioni che invece sono determinanti".

Ceccherini e Ilic come stanno?
"Ceccherini ha un vecchio problema all'adduttore, non ci sarà nemmeno domani. Ilic è stato fuori per scelta tecnica, ho messo Salcedo che ha fatto una partita molto seria per un 2001. Poteva far meglio, ma ho visto un ragazzo molto presente per la sua età".

Ivan Juric a Verona comanda molto.
"Ma non è vero. Mi rimprovero che quest'anno dovevo essere più cattivo, dovevo rompere di più all'inizio. Il pres è l'opposto, vede tutto positivo e non vuole stress, tutto quello che vorrebbe mia moglie da me. Abbiamo commesso errori che ci sono costati economicamente, io sono sempre nervoso, cerco di capire come migliorare. Non comando tanto, fino a un certo punto".

Sente di incidere in questa società?
"Arrivi a un certo punto. Abbiamo alzato tutto, perché c'era poco, senza offendere. È diverso il modo in cui si trattano i giocatori che arrivano. Poi arriva il succo della storia, come migliorare la società nei prossimi anni: io le mie idee le ho. Se pianifichi anno per anno non puoi andare avanti, non è possibile. Rimani nel limbo e aspetti una morte lenta. Se pianifichi su tre anni, con fiducia, allora puoi fare belle cose. Se Barak costa sei, e noi lo paghiamo in tre anni, allora costa due, per fare un esempio. Speri che il giocatore renda bene, e poi lo puoi girare. Se ti fermi perché costa sei non va bene. Io parlo dal lato sportivo, senza compromettere la società economicamente. Ma devi avere coraggio: devi stare attento agli stipendi, ma sul mercato devi pensare che Barak è costato due, non sei. Poi lì puoi fare cose belle, ma ci vuole fiducia del presidente nel suo direttore e nel suo allenatore".

Come sta Veloso? Ilic può partire titolare, o riconfermerà Sturaro, che comunque ha fatto bene?
"Non sono d'accordo, non ha fatto così bene. Non ha fatto male, ma non benissimo. Veloso ha un problema al collo: è una cosa privata, e non vorrei parlarne. È un dispiacere perderlo per un tot di tempo, spero non sia troppo lungo. Per domani penso che andrò su Ilic. Ho dato un'opportunità a Salcedo che secondo me ha fatto bene, domani andrò su Ilic".

Quanto le fa paura la Fiorentina?
"È una delle 'inspiegabili', per il tipo di rosa che hanno. L'altro giorno potevano fare tre o quattro gol al Sassuolo e poi hanno perso, è inspiegabile dire perché siano appena a più cinque sulla zona retrocessione. Hanno tutto, non mi spiego la posizione".

Amione e Ruegg possono essere due prospetti per il prossimo anno?
"Una delle strade è questa. Se vuoi comprare giocatori pronti, giovani e freschi è una roba da Parma, spendi quindici milioni. Per me non è brutto che una parte della squadra sia così: Amione e Ruegg mi piacciono, sai che non sono pronti adesso ma ci sono buone possibilità che diventino buoni giocatori. Devi avere pazienza, sai che non potrai usarli subito. Questi sono acquisti giusti: non vedi subito i benefici, ma con il tempo possono fare bene, come nel caso di Vlahovic, che è arrivato a cinque milioni e adesso hanno in casa un bomber".

Poteva essere un vostro obiettivo?
"Si parlava di una possibilità in prestito, sia io e Tony lo volevamo".

Magnani può giocare? E Dimarco?
"Magnani ha avuto tre giorni di febbre altissima, penso più a gara in corso. Lovato ha di nuovo un problemino. Fede in queste tre partite ha fatto un passo avanti a livello difensivo e di gioco, ha fatto molto bene. Non ho tantissime scelte dietro, bisogna vedere bene".

Tameze ha qualche problema fisico?
"È uno dei giocatori che hanno dato di più quest'anno. Ha giocato sempre, in varie posizioni. È arrivato a un momento in cui era un po' svuotato, e Sturaro stava sempre meglio. Ma lui è un mio pupillo: è un ragazzo stupendo, positivo. Non è uno che mette il broncio se viene criticato. Aveva bisogno di recuperare un po' di energie, adesso secondo me può fare un bel finale di stagione. Non è mai uscito dalle mie grazie, si tratta solo di questo: volevo che ripristinasse le energie per ripartire forte".

Domani lo vedremo in campo?
"Domani giocherà, sì".

Qual è la chiave di lettura della sconfitta di Genova? Cambierebbe qualcosa potesse tornare indietro?
"Nel primo tempo la sensazione era di tanta superiorità, a livello di gioco, di intensità, nel modo di stare in campo. I loro cambi sono pesanti: entrano Keita, Gabbiadini, Candreva. Sono giocatori dal motore molto potente. Il primo gol è stato un po' fortuito, abbiamo avuto altre occasioni e abbiamo preso ancora un gol banale. C'è stato un calo di attenzione, l'abbiamo notato in qualche piccolo particolare. Non cambierei qualcosa: fai un primo tempo così, devi continuare in quel modo. È andata male, abbiamo fatto qualche cambio ma non è bastato. Abbiamo sbagliato anche sul terzo gol: la squadra voleva fare di più, ma non è riuscita. È entrato subito Tameze, poi Bessa, volevo dare qualcosa in più. Koray e Dawidowicz li vedevo bene, gli altri mi sembrava stessero andando bene. Mi viene difficile dire di aver sbagliato. A volte ci sta dire che avrei dovuto fare valutazioni diverse, ma questa volta non mi sembra".

18.54 - Finisce la conferenza stampa.

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