LIVE TMW - Spezia, Semplici: "Difficile capire subito le esigenze, ma vogliamo invertire la rotta"
10.45 - Leonardo Semplici è pronto a ripartire. L'ex allenatore di SPAL e Cagliari è il successore di Luca Gotti, esonerato dalla panchina dello Spezia qualche giorno fa, prima della partita contro la Juventus. Dopo l'annuncio ufficiale di ieri, Semplici tra pochi minuti interverrà in conferenza stampa per presentarsi alla stampa e ai tifosi. Segui le sue prime parole da tecnico spezzino grazie alla diretta scritta di TMW!
11.06 - Inizia la conferenza stampa.
Prende la parola il direttore Eduardo Macia: "Buongiorno, benvenuti qui. È un giorno importante per noi, l'arrivo di Leonardo Semplici come allenatore. Questa società è nata con riflessioni di profondità e con riflessioni e lui sarà il nostro allenatore fino a giugno e speriamo di raggiungere l'obiettivo, restare in Serie A, e continuare il rapporto con Leonardo per altri due anni. Ha un percorso lungo, da allenatore vero, nato dal calcio umile dove la sua competenza ha dimostrato di poterlo portare al successo, sia dai livelli bassi che in quelli alti, con un percorso importante che ho conosciuto nel settore giovanile della Fiorentina, dove ha valorizzato un gruppo di calciatori giovani che sono diventati calciatori della nostra nazionale, come Bernardeschi, Mancini, Chiesa, che sono cresciuti in personalità e capacità. Dopo la Fiorentina, con cui ha giocato anche una finale di Coppa Italia, ha iniziato una corsa che in pochi nella storia del calcio sono riusciti a fare: prendere una società in Lega Pro, in zona retrocessione, e portarla in Serie A salvandola per due stagioni. In pochi possono dire di averlo potuto fare. Il suo lavoro a Cagliari, poi, è stato molto apprezzato. Ha tenuto in A una squadra forte che non aveva trovato la sua strada, che grazie a lui ha trovato identità. Benvenuto Leonardo, per noi è un piacere averti qui e ti ringraziamo. Avrai la nostra piena collaborazione per raggiungere l'obiettivo".
Prende la parola Leonardo Semplici: "Buongiorno, sono felicissimo di essere approdato in una piazza così importante. Ringrazio proprietà e i direttori che mi hanno dato l'opportunità. Ho trovato un gruppo coeso, unito, e credo sia l'aspetto più importante. Conosco la piazza, ci ho giocato contro in Serie B e in A, la tifoseria è un aspetto determinante per i risultati avuti fin qui. Sono convinto che attraverso le prestazioni cercheremo di dare quelle soddisfazioni che i ragazzi e i tifosi meritano, sperando di raggiungere con il loro aiuto la salvezza".
È un momento difficile. Qual è la criticità che ritiene sia maggiore e qual è il punto di forza?
"Conoscendo dall'esterno la squadra, avevo intravisto qualità importanti che in passato e in alcune partite quest'anno ha dimostrato di avere. Dobbiamo ripartire da quello. Ieri, che ho conosciuto i ragazzi, ho trovato grande disponibilità, desiderio di tornare ad essere quella squadra che ha fatto ottime cose e questo è l'aspetto più importante. La disponibilità è stata massimale e solo così potremo ottenere i risultati. I numeri poi parlano chiaro, ma con il lavoro penso di poter dare un indirizzo alla squadra sia offensivamente che difensivamente, per segnare di più e di essere più ermetici, un aspetto che mi preoccupa un po' di più visti i numeri, ma con questa rosa penso si possa riuscire a migliorare".
In tre giorni non si cambia una squadra, che idee porterà a Udine?
"Due allenamenti non ti possono far stravolgere le cose e non voglio farlo. Voglio dare continuità, per trasferire i miei concetti e la mia filosofia ci vuole qualche allenamento in più. Mi ritengo un buon allenatore ma non così bravo da cambiare il destino di una squadra in tre giorni. Con il lavoro penso di poter inculcare la mia mentalità e cercare la chiave di ogni calciatore per fargli mettere in campo le loro qualità".
Con la Juventus abbiamo visto uno Spezia diverso, con la difesa a quattro. Si riparte da qui?
"Sono vent'anni che faccio questa professione, ho giocato quasi sempre a quattro e con la SPAL sono passato a tre. Avevo giocatori con quelle caratteristiche e il discorso è cambiato per quello. A Ferrara avevo Lazzari, che in C aveva caratteristiche per me e l'ho sviluppato, ma non sono legato ai moduli. Sono legato alle qualità dei ragazzi, che in passato hanno giocato a 4 e ora, con Gotti, giocavano a 3. Non sarà importante il modulo ma come lo svolgeremo, i concetti che verranno trasferiti, l'occupazione degli spazi. Da parte vostra capisco che si debba sapere come attaccare e difendere, ma penso di poter continuare come abbiamo visto ultimamente lo Spezia".
Shomurodov e Nzola possono convivere? La squadra come sta fisicamente?
"Da quello che ho visto dalla tv la squama è in buona condizione. I due attaccanti per me hanno grande valore, bisognerà trovare gli equilibri per dare quell'apporto che tutti si aspettano. L'aspetto campo determinerà tutto, in questi due-tre giorni proverò a capire qualcosa. Allenandoli capiremo le capacità della squadra e la via da seguire".
Su Ampadu che idee ha?
"Ho la massima fiducia nella rosa. Ampadu secondo me è un difensore, credo che con noi inizialmente giocherà lì. Poi dipenderà dalle esigenze, dalle emergenze, vedremo poi di domenica in domenica. Abbiamo quindici partite e già da domenica affronteremo una partita importante".
Ha visto la squadra scarica mentalmente?
"Quando subentri in una situazione così in un percorso iniziato da altri, è difficile capire da subito le esigenze dei ragazzi. Da parte mia c'è il desidero mio, ma deve esserci da parte dei calciatori, cosa che ho trovato, per invertire quanto fatto fin qui. Dovremo lavorare su tutte le qualità dei calciatori, molti pensano alle negatività create ma io penso ad esaltare le loro qualità, aiutandoli ad essere spregiudicati nel modo in cui hanno raggiunto risultati belli. Sta a me, attraverso l'allenamento e il dialogo, creare quell'empatia che deve esserci tra allenatore e squadra per poter essere in campo una squadra che lotta su tutti i fronti e che rispecchi il volere dei tifosi e della società".
C'è un modo per fronteggiare l'emergenza infortuni?
"Del passato non posso dire nulla, ed è ingiusto giudicare. Io sono arrivato ieri, ho trovato alcuni ragazzi che non stanno ancora bene e cercheremo con staff e società per metterli nelle condizioni migliori. La squadra penso stia discretamente, poi con il lavoro cercheremo di portare quella che è la mia idea. Quello che è stato non conta nulla, conta quello che sarà".
Bisogna vincere gli scontri diretti o rubare punti alle grandi?
"Molti parlano degli scontri diretti, io posso portare la mia esperienza. L'anno che vinsi la C alla SPAL persi andata e ritorno con la seconda e la terza, ma vincemmo il campionato con 9 punti di vantaggio. Non c'è una formula precisa, nel contesto e in ogni gara dovremo provare a rubare a tutti, questa è una squadra con qualità. Quando ho parlato con i ragazzi sono stato chiaro, lo Spezia dovrà fare la gara in ogni campo. Poi c'è l'avversario, alcune volte la faremo per venti minuti, altre per un tempo, ma voglio perdere giocandomi la partita, voglio che i ragazzi esprimano identità e determinazione, voglio che siamo propositivi e che si mettano in campo le qualità, che sono importanti. Deve stare a me traferire la fiducia in loro e a loro metterle in campo. Questo è l'aspetto più importante, voglio fare la guerra con le nostre qualità e cercare di raggiungere l'obiettivo".
Ha trovato la squadra impaurita?
"Tre allenamenti sono pochi per capire tutte le situazioni che si sono create. Ma quando i direttori mi hanno chiamato sono stato felicissimo, secondo me la squadra ha dei valori e nel percorso di un campionato capitano questi periodi. Gli obiettivi non sono cambiati, capitano i momenti up and down, questo momento è difficile ma con il lavoro e la mia conoscenza di poter riportare un ambiente positivo, anche nelle sconfitte, cercando sempre di essere positivo e sorridente, capendo le cose buone e quelle che sbagliamo. Non ho in mano una medicina, ma attraverso il mio lavoro spero di poter arrivare insieme alla società e alla tifoseria all'obiettivo".
La salvezza passa dal lavoro psicologico?
"Sì, è l'aspetto più importante per me. Quando subentri devi entrare subito nella testa dei ragazzi, creando un rapporto di stima. Cercherò di creare questo clima che sia propenso ad arrivare all'obiettivo. Il lavoro che cercherò di fare, provando a capire le difficoltà, spero possa permettermi di trovare la chiave di ognuno e far sì che i ragazzi possano determinare il risultato a nostro favore".
Che messaggio lancia ai tifosi?
"Il pubblico l'ho conosciuto da avversario, conosco la loro vicinanza e attaccamento. La cosa che chiedo è di continuare a star vicino a questi ragazzi, di incitarli anche nelle difficoltà. Il percorso sarà difficile, ma attraverso la coesione possiamo arrivare tutti insieme a questo traguardo. Sono convinto che i tifosi saranno vicini, la nostra promessa è quella di sputare sangue fino alla fine per realizzare l'obiettivo".
Come vede la gara di Udine?
"Sono una squadra e una società che lavora da tanto tempo in una certa maniera. Hanno avuto una partenza straordinaria, anche oltre le aspettative, sono forti, con valori, con caratteristiche abbastanza precise, forte fisicamente e con qualità. Sarà difficile, ma siamo consapevoli delle nostre qualità e cercheremo di andare lì facendo la gara con qualità, ribattendo colpo su colpo portando via un risultato positivo. In Serie A non ci sono partite facili, a quindici domeniche dalla fine saranno tutte partite importanti per mettere mattoncini per il risultato".
A volte si nota un distacco tra società, squadra e tifo.
Risponde Stefano Melissano: "Da tempo ne parlo con Eduardo, volevamo aprire un allenamento settimanale ai tifosi. Per noi è importante, dobbiamo condividerlo con l'allenatore e quando ne abbiamo parlato con Leonardo ne abbiamo parlato. Sappiamo l'importanza della gente, sappiamo l'importanza di non perdere nel recupero grazie alla spinta del tifo. È nella nostra testa da un po', ora siamo pronti a regalare questo momento di condivisione".
Prosegue Semplici: "È una cosa che ho chiesto anche io, è giusto che i tifosi vengano a vedere i loro beniamini e creino quell'appartenenza che è giusto ci sia in una città così. Ho avuto la fortuna di frequentare piazze importanti e questo aspetto ci ha aiutato a vincere. Le volte che si usciva in città c'era vicinanza tra la gente ed è un aspetto importantissimo".
11.38 - Si chiude la conferenza.






