Lotito non è tipo da Moneyball: "Gli algoritmi trascurano l'uomo. Berardi? Non vendo sogni"
Claudio Lotito non è un tipo da Moneyball. Conoscendolo, era prevedibile. Il presidente della Lazio si sofferma sul tema ai taccuini de La Gazzetta dello Sport: "Ho in fase di ultimazione un centro scouting con otto postazioni, con tante persone che lavorano. Mi i mettono nelle condizioni di vederli e poi sceglierli. Come faccio a decidere chi prendere se non lo vedo? E io non ho certo il tempo per andare in giro negli stadi a seguire le partite.
Noi siamo tradizionalisti, non avveniristici. In un calciatore si trascura una componente essenziale: l’individuo. Cosa ne sa un algoritmo dei valori umani di un atleta? Può pesare le prestazioni, forse, non il carattere. Berardi? Non rispondo a domande di mercato. Si ricordi, però: io non vendo sogni ma solide realtà. Gli obiettivi si centrano, non si annunciano".






