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Bastoni: "Non ho mai pensato di lasciare la Nazionale. Neanche dopo Zenica: ero sereno"

Dimitri Conti
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Dimitri Conti
Oggi alle 21:45Serie A
01.10.2026 21:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Alessandro Bastoni, difensore dell'Italia e dell'Inter, è intervenuto in conferenza assieme al suo ct Mancini per introdurre la sfida di Nations League sul campo della Francia: "Abbiamo una storia troppo importante per venire qua a fare la passeggiata. Siamo una squadra con buone qualità, all'inizio di un percorso. La priorità nostra non è guardare le altre squadre ma trovare un'identità, che guardi la partita alla tv e dici che quella è l'Italia. Siamo a inizio percorso, serviranno fiducia, pazienza e possibilità di sbagliare".

Cosa le ha lasciato l'esperienza di Zenica? Oggi è più sereno?
"Ho sempre giocato serenamente, non è mai cambiato il mio modo di entrare in campo. Zenica mi ha lasciato grande tristezza e amarezza, ma lasciare indietro gli errori e impararci fa parte del percorso di ogni giocatore di grande livello. E ho cercato di farlo subito dopo la Bosnia: non puoi controllare il passato, ma il presente per decidere il futuro sì".

Cosa significa per lei trovarsi in un'Italia multiculturale?
"È un arricchimento, ma siamo già abituati nel club, dove ci sono tanti stranieri e devi adattarti. Si fa più che volentieri: confrontarsi con abitudini diverse ti migliora, è un lato positivo".

Che prova a dover sfidare Olise?
"Vivo la vigilia normalmente, siamo tutti abituati a giocare questo tipo di partite. Al di là dei giocatori che affronteremo, ho più a cuore la prestazione dell'Italia. Siamo abituati a pensare agli altri, ma la priorità va data a noi stessi. Solo attraverso il miglioramento personale si possono raggiungere gli obiettivi".

Ha sentito un eccessivo accanimento dopo Zenica? Pensava di lasciare la Nazionale?
"Non voglio passare da vittima, è l'ultimo dei miei pensieri e voleri: fa parte del nostro mestiere, quando fai bene diventi un idolo e di fronte a certi episodi ti attaccano. Nel calcio si dimentica alla svelta, nel bene e nel male. Io posso andare avanti, seguire la mia strada e non farmi giudicare da un episodio in quasi dieci anni di carriera. E non ho mai pensato a nessun addio".

Come affrontare un duello contro Dembele, Pallone d'Oro in carica?
"Visto come è andata l'ultima volta, sono l'ultima persona alla quale dovete chiedere. Non sarà facile, è un giocatore incredibile come i suoi compagni di reparto. Servirà una grande gara difensiva, collettivamente: l'unico modo per mettere in difficoltà la Francia è non aver paura nel tenere la palla, può fare la differenza la nostra fase di possesso".

Che ricordi conserva di PSG-Inter 5-0?
"Purtroppo di quella sera mi ha segnato tutto, è stata la peggior serata nostra e la migliore loro. Posso solo augurarmi che non vada come quella sera e servirà una grande prestazione".

A Bursa ha confermato che su di lei esistono tanti luoghi comuni non confermati? Per esempio, nella difesa a quattro.
"Io di calciatori scarsi giocare dieci anni all'Inter e vincere trofei ne ho visti pochi. Non è per darmi arie, è che in Italia siamo molto bravi ad auto-criticarci e questo deve cambiare, bisogna apprezzarsi di più anche perché succede che vai fuori e non ci sono queste differenze. Mi fido delle mie capacità e vado avanti".

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