Lucarelli: "Le squadre italiane preferiscono lo straniero per una questione di trading"
Cristiano Lucarelli è intervenuto al canale YouTube del collega argentino Rodrigo Rea. Ha parlato del calcio italiano, del suo amore per il Livorno e anche le sue connessioni con l'Argentina. Ecco le sue parole:
LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO
"Noi italiani stiamo aspettando che ex calciatori importanti come Paolo Maldini o Roberto Baggio possano risollevare il calcio in Italia. 15 o 20 anni fa era il campionato più importante del mondo, tutti volevano giocare qui. Oggi credo seriamente che la Serie A sia al di sotto di Inghilterra, Spagna, Francia e Germania."
"Spero che i grandi ex possano dare qualcosa per far tornare la Serie A il miglior campionato del mondo. Ci sono molti stranieri in Italia, ma non di altissimo livello come 20 anni fa. Gli stranieri che sono qui non sono migliori degli italiani; il fatto è che gli stranieri sono più facili da vendere, o forse gli italiani sono più difficili da collocare sul mercato."
"Le squadre italiane preferiscono gli stranieri per una questione di trading, perché si possono rivendere ovunque nel mondo, il calciatore italiano no."
IL RAPPORTO CON LA NAZIONALE E LA POLITICA
"C'era molta concorrenza nel mio ruolo, ma è vero che dal 2003 al 2008 ho segnato più di 90 gol in Serie A, i miei numeri erano importanti. Sono uno a cui piace informarsi su ciò che accade fuori dal campo, non ho mai nascosto la mia appartenenza politica e questo sicuramente può avermi penalizzato nelle convocazioni in Nazionale."
IL RIFIUTO ALLE GRANDI PER AMORE DEL LIVORNO
"Ho avuto molte offerte in Italia e nel resto d'Europa. Succedeva sempre qualcosa que mi spingeva a restare a Livorno. Il primo anno fui capocannoniere, il secondo ci qualificammo per la Coppa UEFA e questo mi aprì porte importanti, ma il cuore e la testa mi dicevano: il Livorno giocherà la Coppa UEFA per la prima volta nella sua storia, come posso andarmene e non giocare questa competizione con la maglia che amo? Sapevo che forse sarebbe stata l'unica partecipazione internazionale del Livorno, e così è stato."
IL SENSO DI APPARTENENZA OGGI
"Oggi quel senso di appartenenza si è perso. Il calcio è globale e le società hanno bisogno di fare affari e plusvalenze per la salute del club. È difficile oggi vedere un 'calciatore bandiera' come Totti alla Roma, Del Piero alla Juve, Maldini al Milan o io al Livorno. Ormai è il lato economico a muovere tutto, è la benzina dei club e si cerca solo di incassare milioni."
L'AMMIRAZIONE PER IL BOCA JUNIORS E IL CALCIO ARGENTINO
"Mi sarebbe piaciuto moltissimo fare un'esperienza come quella di De Rossi. Spero di avere la possibilità di allenare in Argentina; è un calcio caldissimo, la gente vive questa passione 24 ore su 24. Quando Daniele andò al Boca, dissi che aveva fatto una cosa bellissima. Io avrei pagato per giocare nel Boca Juniors."
"Il Boca mi piace in modo particolare, la tifoseria ha un amore viscerale. Seguo molto il calcio argentino perché amo vedere quando segnano un gol e le tribune vengono giù. È un'emozione enorme."
"Con mio fratello Alessandro diciamo sempre che, prima di morire, dobbiamo vedere una partita del Boca dal vivo. Chi vive di calcio non può sentirsi completo se non vede una partita alla Bombonera."
L'AMORE PER MARADONA
"Maradona è il calcio. Quando pensi al calcio, non puoi non pensare a Diego. Ho giocato due anni a Napoli e so cosa rappresenta lì. Nella storia del calcio c'è stato un solo calciatore capace di vincere le partite da solo: Diego Armando Maradona."
"Era fantastico. Il Napoli in cui giocava lui era diverso da quello di oggi. Maradona, Careca e Alemao erano gli unici di livello internazionale, a differenza di Milan, Inter o Juve. Diego ha vinto due scudetti praticamente da solo."
"È il giocatore più amato dai tifosi di ogni squadra. In Italia tutti aspettavano la domenica per vedere una sua giocata, qualcosa que inventava dal nulla. Ti chiedevi: 'Ma come ha fatto?'. Non era normale quello che faceva."
SU LIONEL MESSI E IL PARAGONE CON CRISTIANO
"Messi è un calciatore fantastico ma, a differenza di Maradona, Diego trasmetteva cose anche fuori dal campo, nella vita, con le posizioni politiche che prendeva. Questo mi emozionava di più. Messi mi emoziona tecnicamente, ma Diego lo faceva anche fuori dal calcio."
"Il paragone tra Messi e Ronaldo mi ricorda il film Rocky IV. Quando Rocky si allena con Apollo Creed mi ricorda Messi. Cristiano Ronaldo invece è una macchina fisicamente perfetta, allenatissima, come Ivan Drago. Messi ha caratteristiche diverse, una qualità superiore a Cristiano, meno struttura fisica ma molto più 'umano'. Cristiano sembra un robot o un extraterrestre per quello che fa e dice."











