Niang: "Milan? Da fuori non ho capito nulla. Leao ha talento, ma va aiutato"
Mbaye Niang, raggiunto da TMW alla festa per i 30 anni dell’agenzia P&P Sport Management di Federico Pastorello, ha commentato la debacle del Milan: “Da lontano non ho capito. Dopo la vittoria sul Genoa sembrava tutto fatto, poi abbiamo visto tutti che con il Cagliari hanno smesso di giocare. Per come è iniziata pensavo potessero vincere, ma il calcio si gioca su 90 minuti. Mi dispiace per loro, io rimango tifoso del Milan”.
Arrabbiato?
“Penso lo siano più i giocatori, adesso bisogna stare calmi, andare in vacanza. La società farà le scelte giuste”.
Cosa è successo a Leao? È un campione mancato?
“Ha tanto talento, tanta qualità, si vede che quando ha la palla è un giocatore diverso. In una stagione puoi anche essere un po’ giù, ma deve essere aiutato. Il mondo esterno non lo aiuta. Sono sicuro che è un giocatore forte, ha già fatto vedere con la maglia del Milan che sa essere decisivo”.
Ripartiresti da lui?
“Non lo so, non faccio parte della dirigenza. Posso solo dire che è un giocatore forte e che personalmente mi piace. Poi non decido io, perché non ho questo ruolo”.
Ti piacerebbe tornare in Italia?
“Mi fate ogni anno questa domanda… Io ho fatto tutta la mia carriera in Italia e Francia: l’Italia è un Paese speciale, mi trovo bene e la gente mi ha sempre accolto bene. Se ci fosse l’opportunità, perché no. Chiedetelo a Pastorello, deve lavorare… Però anche la mia famiglia sarebbe contenta. Vedremo che cosa esce fuori, ho ancora un anno di contratto”.
Ti aspettavi che l’Italia fallisse ancora la qualificazione ai Mondiali?
“No. Pensavo avessero la strada aperta. Poi ho capito una cosa: nel calcio, se le cose non devono andare, puoi fare tutto... È un problema profondo, non di chi tira un rigore. Si deve ripartire dalla base. Un Mondiale senza l’Italia è brutto, è una grande nazione e abbiamo avuto giocatori importantissimi. Spero per loro che già dal prossimo torneo ci siano”.











